Rom, i reietti d’Europa

di domenica, dicembre 14, 2014 0 , , Permalink

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Introduzione di Barbara Spinelli in occasione della proiezione di «CONTAINER 158», film-documentario di Stefano Liberti e Enrico Parenti. Barbara Spinelli ha ospitato la proiezione nel Parlamento europeo su iniziativa di Open Society Foundation, l’11 dicembre 2014 a Bruxelles.

Una delle ragioni della mia candidatura nella lista L’Altra Europa con Tsipras, alle elezioni per il Parlamento europeo, riguardava il tema dei diritti civili e politici delle minoranze. L’Europa alla quale penso è un’Europa di cittadini: quindi un’Unione in cui tutti gli abitanti – quali che siano la loro etnia, religione, orientamento sessuale – si trovino sullo stesso piano nell’esercizio dei diritti. Numerosi Stati membri dell’Unione Europea sono stati accusati dalla Commissione e da ONG di rilievo per le loro politiche apertamente discriminatorie e lesive dei diritti dei Rom e Sinti.

I rom sono, secondo Amnesty International, tra i gruppi più sistematicamente discriminati ed esclusi d’Europa: “hanno redditi inferiori alla media, peggiori condizioni di salute, abitazioni più misere, un tasso di alfabetizzazione più basso e più alti livelli di disoccupazione rispetto al resto della popolazione. Incontrano (anche) gravi ostacoli nell’accesso al diritto a un alloggio adeguato, all’assistenza sanitaria, all’istruzione e al lavoro“.

In Italia, negli ultimi mesi, due formazioni di destra – Lega e Casa Pound – stanno scientemente fomentando la xenofobia nei confronti di Rom e Sinti. Purtroppo anche la sinistra moderata comincia a far proprio, in alcune occasioni, tale stigma.

Recentemente, mentre a Borgaro (provincia di Torino) la giunta di sinistra ha chiesto un bus separato per i rom, i bambini a Milano (anche qui il municipio è in mano alla sinistra) non hanno più lo scuolabus da mesi: i più piccoli hanno smesso di andare a scuola, i più grandi devono attraversare campi e camminare lungo una tangenziale pericolosa.

Nel frattempo, il consigliere comunale di Motta Visconti (Massimilla Conti, di centro destra) scrive che per gli zingari ci vogliono di nuovo i forni. Fortemente criticato, il consigliere non si è tuttavia dimesso. Ha anzi difeso la propria opinione, ritenendo di avere espresso, forse in modo eccessivo, un fastidio che si è fatto senso comune. Una settimana fa, dopo lo scandalo di Roma mafiosa, Matteo Salvini (Lega Nord) dichiarava che le vittime rappresentano un incentivo per i carnefici: “Se non esistessero i campi rom non ci sarebbe chi ci guadagna. Un’immigrazione controllata eviterebbe queste mangiatoie”.

Diceva giustamente l’antropologo Claudio Marta che “le autorità, in genere, sembrano essere interessate a definire i Rom non tanto per quello che realmente sono, quanto in base alle esigenze politiche e a ciò che queste richiedono che essi siamo“.

La cosa per cui mi sto battendo, con molte associazioni italiane, è che Rom e Sinti siano riconosciuti giuridicamente – in Italia – come minoranza, perché sia loro restituita identità e dignità, e per favorire la loro accoglienza nella Comunità europea.


 

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