Salvini e la schedatura etnica dei rom

di mercoledì, luglio 4, 2018 0 , , Permalink

Strasburgo, 4 luglio 2018. Intervento di Barbara Spinelli nel corso della sessione plenaria del Parlamento europeo. 

Punto in agenda:

Recente dichiarazione del ministro dell’Interno italiano sui sinti e i rom e diritti delle minoranze nell’UE

  • Discussione su tematiche di attualità (articolo 153 bis del regolamento)

Presenti al dibattito:

  • Karoline Edtstadler – Sottosegretario di Stato presso il ministero federale austriaco dell’Interno (Presidenza austriaca del Consiglio dell’UE)
  • Věra Jourová – Commissario europeo per la giustizia, la tutela dei consumatori e l’uguaglianza di genere

Nel preconizzare un censimento dei Rom, il ministro Salvini ha detto che “quelli italiani purtroppo ce li dobbiamo tenere”, facendo capire che gli italiani non sono in fondo ben visti e che i non italiani rischiano l’espulsione: compresi i rumeni, che sono cittadini europei. Così ha trasformato il censimento in schedatura etnica, in ethnic profiling di scura memoria.

È già avvenuto nel 2008, a opera di un altro ministro dell’interno della Lega, Roberto Maroni, e il governo italiano dovrebbe ricordare che la decisione di raccogliere dati in modo discriminatorio fu condannata e annullata dal tribunale civile di Roma nel 2012. Lo stesso accadde sulla questione della raccolta dati e degli esami dattiloscopici nel caso del governo francese, condannato dalla Corte di Strasburgo nel 2013. Dovrebbe ricordare anche che il trattamento dei dati personali che rivelino l’origine razziale o etnica è esplicitamente vietato dall’articolo 9 del Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali (GDPR).

Ho una domanda per il commissario Věra Jourová: il governo italiano ripete che lo sgombero dei campi è chiesto dall’Unione e dalla Commissione. A che condizioni lo chiedete, se lo chiedete?