Sgomberi forzati di rom

di venerdì, maggio 13, 2016 0 , , , , Permalink

Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-001225/2016

alla Commissione

Articolo 130 del regolamento

Soraya Post (S&D), Péter Niedermüller (S&D), Terry Reintke (Verts/ALE), Barbara Spinelli (GUE/NGL), Sirpa Pietikäinen (PPE), Marita Ulvskog (S&D), Benedek Jávor (Verts/ALE), Fredrick Federley (ALDE) e Ulrike Lunacek (Verts/ALE)

Oggetto:  Sgomberi forzati di rom

Bulgaria, Italia, Ungheria e Francia hanno di recente intensificato gli sgomberi forzati dei rom, lasciando migliaia di famiglie senza un alloggio. Tali sgomberi sono stati sistematici e hanno preso di mira le abitazioni dei rom in maniera sproporzionata. Ciò costituisce una violazione della direttiva sull’uguaglianza razziale dell’UE e mette in grave pericolo l’impegno assunto dai quattro paesi nell’ambito del quadro dell’Unione per le strategie nazionali di integrazione dei rom e della raccomandazione del Consiglio su misure efficaci per l’integrazione dei rom.

Intende la Commissione indagare sulle intimidazioni e le discriminazioni a livello di alloggi, derivanti dagli sgomberi forzati dei rom, alla luce della direttiva sull’uguaglianza razziale, e ha in programma di avviare una procedura di infrazione nei confronti degli Stati membri che continuano a violare tale direttiva?

Può garantire che i fondi dell’UE a titolo del FESR e dell’FSE, in particolare quelli destinati all’inclusione dei rom, non siano indirizzati agli Stati membri che li impiegano per pianificare ed eseguire gli sgomberi anche attraverso politiche generali, quali i piani di sviluppo territoriale e le politiche in materia di alloggi sociali?

In che modo ritiene che sia possibile utilizzare il FESR e l’FSE per fermare e impedire gli sgomberi, assicurando nel contempo l’accesso ad alloggi sociali idonei e la legalizzazione dei campi?


E-001225/2016

Risposta di Věra Jourová a nome della Commissione

(13.5.2016)

Gli sgomberi disposti dalle autorità nazionali devono avvenire nel rispetto dei diritti fondamentali, come sancito dal diritto dell’Unione, dalle leggi nazionali e dai trattati internazionali.

La Commissione monitora il rispetto da parte degli Stati membri della direttiva 2000/43/CE che vieta la discriminazione per motivi di razza o di origine etnica nel settore degli alloggi. Gli sgomberi delle abitazioni, laddove comportino una discriminazione di questo tipo, possono essere esaminati alla luce di tale direttiva. La Commissione sta attualmente svolgendo un’indagine su questioni specificamente legate ai rom per quanto concerne gli alloggi in alcuni Stati membri ed è pronta ad adottare gli opportuni provvedimenti nel caso in cui gli Stati membri non rispettino i loro obblighi.

La Commissione incoraggia gli Stati membri ad accompagnare ogni sgombero con una proposta di alloggio alternativo.

Nel quadro dei Fondi strutturali e di investimento europei almeno il 20% del Fondo sociale europeo è destinato all’inclusione sociale e alla lotta alla povertà. Inoltre si è provveduto a stabilire una priorità d’investimento specifica per l’integrazione di comunità emarginate come i rom e requisiti in materia di condizionalità ex ante che subordinano gli investimenti di fondi strutturali all’esistenza di una strategia nazionale di integrazione dei rom in linea con il quadro dell’UE.

Diversi Stati membri utilizzano i Fondi strutturali e di investimento europei per sostenere misure per l’inclusione dei rom volte a migliorarne le condizioni sociali, d’istruzione, di occupazione, di assistenza sanitaria e di alloggio. La Commissione invita gli Stati membri a destinare le necessarie risorse finanziarie al sostegno alle famiglie sgomberate. Il regolamento sulla politica di coesione prevede il coinvolgimento di un vasto partenariato (parti economiche e sociali, enti regionali e locali, società civile) per monitorare l’attuazione dei programmi e i progressi compiuti.

Audizione sugli sgomberi forzati contro i rom

Bruxelles, 14 ottobre 2015

Nella sede del Parlamento Europeo di Bruxelles si è tenuta un’audizione promossa dai parlamentari europei Soraya Post, Péter Niedermüller, Damian Dräghici, Sirpa Pietikäinen, Fredrick Federley, Barbara Spinelli, Terry Reintke, Benedek Jávor, e dal direttore dell’Open Society European Policy Institute Neil Campbell.

Intervento di Barbara Spinelli (versione inglese)

In Italia la Strategia nazionale di inclusione dei rom prevista dalla Commissione europea nel 2011 non ha mai avuto inizio. L’Italia è invece il solo paese europeo ad aver fatto dei “campi” per i rom e i sinti un sistema istituzionalizzato, gestito dalle pubbliche amministrazioni con il denaro dei contribuenti. A peggiorare questa già gravissima situazione, vengono le speculazioni mafiose e clientelari. «Noi quest’anno abbiamo chiuso con quaranta milioni di fatturato, ma tutti i soldi e gli utili li abbiamo fatti sui zingari, sull’emergenza alloggiativa e sugli immigrati, tutti gli altri settori finiscono a zero», ha detto Salvatore Buzzi, capo della cooperativa 29 giugno, nella famosa intercettazione telefonica che ha dato il via all’inchiesta denominata Mafia capitale.

Nel solo 2014, il governo italiano ha allocato 1.315.000 euro al Comune di Roma per politiche che finiscono con l’alimentare un sistema che rendere rom e sinti un capro espiatorio mentre si avvantaggia della loro segregazione.

A questo si aggiunga che stiamo assistendo a una politica di sgomberi forzati, attuata da giunte di destra e di sinistra come strategia elettorale in vista delle scadenze amministrative.

Meno di un mese fa è stato sgomberato il campo rom della Bigattiera a Pisa, senza che fosse predisposta alcuna soluzione abitativa per i suoi abitanti: ho cercato di bloccarlo, insieme alle associazioni della società civile, ma senza successo. Il sindaco di Pisa è un politico di sinistra. Uno sgombero del campo era già stato programmato a Natale dello scorso anno, e quella volta riuscimmo a fermarlo rivolgendoci al Prefetto. Allo stesso modo, il 18 marzo 2015 riuscimmo a impedire lo sgombero dei campi rom di Lungo Stura Lazio, a Torino, e di Torre del Lago Puccini, a Viareggio.

Il Giubileo è imminente. Il tasso di sgomberi forzati di famiglie rom nella città di Roma è aumentato in modo impressionante: 7 sgomberi nei due mesi e mezzo precedenti l’annuncio del Giubileo, 64 sgomberi nei sette mesi successivi. Ma proprio il Giubileo può diventare l’occasione per chiedere l’adozione delle politiche di inclusione e sicurezza sociale prescritte dalle Nazioni Unite e dall’Unione Europea nell’ambito di un più ampio progetto da sviluppare con le popolazioni interessate.

L’Unione dovrebbe promuovere un approccio olistico di inclusione sociale che vada oltre le attuali raccomandazioni non vincolanti agli Stati membri, nel rispetto dell’Articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali – che vieta qualsiasi forma di discriminazione fondata sull’origine etnica o sociale o sull’appartenenza a una minoranza nazionale.