“Spese dell’ufficio di Barbara Spinelli – Fondo Spese Generali”
Sintesi inviata a Investigative Reporting Project Italy, 29 marzo 2017

 

Spett.le IRPI,

con riferimento alle Vostre email del 17 e 23 marzo 2017,  vorrei scusarmi per il ritardo con cui Vi rispondo.

Quanto alle Vostre domande, Vi informo innanzitutto che non sono titolare di alcun ufficio di rappresentanza in Italia. Inoltre Vi comunico che dal 11/05/2015 non rappresento più la lista “L’Altra Europa con Tsipras”. Continuo il mio lavoro di membro del Parlamento Europeo, nel gruppo politico GUE/NGL, in qualità di deputato indipendente.

Riguardo all’indennità mensile di 4.300 euro da Voi citata, si tratta della così detta indennità per spese generali prevista dall’articolo 20 dello Statuto dei deputati del Parlamento Europeo (Decisione del Parlamento Europeo del 28 settembre 2005 (2005/684/CE, Euratom) cui è stata data attuazione attraverso la Decisione dell’Ufficio di presidenza del 19 maggio e 9 luglio 2008 (Misure di attuazione dello statuto dei deputati al Parlamento Europeo).

L’articolo 25 delle misure di attuazione prevede che “Il deputato ha diritto a un’indennità per spese generali, sotto forma di importo forfettario, destinata a coprire le spese risultanti dalle sue attività parlamentari. Il deputato non ha diritto a utilizzare l’indennità per spese generali per attività coperte da altre indennità in virtù delle presenti misure di attuazione o di altre regolamentazioni del Parlamento, tranne quando abbia esaurito gli importi previsti a titolo di dette indennità”. L’importo è fissato in 4.342,00 euro mensili dal successivo articolo 26. Tale indennità è destinata a coprire, in via generale, le seguenti spese: le spese di funzionamento e di manutenzione dell’ufficio; le forniture d’ufficio e la documentazione; i costi delle attrezzature d’ufficio; le attività di rappresentanza; i costi amministrativi (articolo 28).

A oggi, la quasi totalità dell’indennità per spese generali è stata da me destinata all’ufficio di Bruxelles; solamente una quota minima è servita a coprire i costi sostenuti nel Paese di elezione e ha riguardato esclusivamente spese per attrezzature e forniture d’ufficio e utenze, destinate all’attività lavorativa di uno dei due assistenti locali (si veda voce che segue).

A tale proposito, desidero segnalare che ho già provveduto a restituire al Parlamento europeo una quota dell’indennità per spese generali non utilizzata, pari ad euro 90.000,00 (novantamila).

Come da Voi correttamente segnalato, attualmente mi avvalgo della collaborazione di due assistenti locali: Sig. Pier Virgilio Dastoli (il cui contratto avrà tuttavia scadenza questo aprile) e Sig.ra Daniela Padoan, entrambi assunti il 1/08/2014.

L’articolo 34.1(b) delle “Misure di attuazione dello statuto dei deputati al Parlamento Europeo” stabilisce in proposito che “Il deputato si avvale della collaborazione di: b) persone fisiche che lo assistono nel suo Stato membro di elezione e che hanno stipulato con lui un contratto di lavoro o di prestazione di servizi a norma della legislazione nazionale applicabile, alle condizioni previste nel presente capitolo, in prosieguo denominati “assistenti locali””.

La regolamentazione del rapporto di lavoro con gli assistenti locali è pertanto demandata alla normativa nazionale.

Entrambi gli assistenti locali di cui mi avvalgo sono stati assunti con qualifica di impiegato ai sensi del Contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti degli studi professionali che ne regola anche il relativo orario di lavoro, non eccedente contrattualmente le 40 ore settimanali.

Le mansioni svolte dai miei collaboratori sono essenzialmente le seguenti:

Pier Virgilio Dastoli: consigliere per le questioni istituzionali dell’Unione europea.

Daniela Padoan: portavoce, ufficio stampa, contatti con associazioni e movimenti cittadini, promozione di convegni, seminari e altre manifestazioni legate alle mie attività parlamentari.

Non avendo alcun ufficio in Italia, e non pagando alcun canone di locazione, il luogo di svolgimento dell’attività lavorativa degli assistenti locali corrisponde a domiciliazione privata (da qui le spese indicate nel paragrafo che precede) nonché, nel caso del Sig. Dastoli, alla disponibilità di accesso presso gli uffici del Consiglio Italiano del Movimento Europeo sito in Roma. Preciso che mai alcuna somma da me percepita, a qualunque titolo, dal Parlamento europeo è stata utilizzata per coprire o contribuire alle spese di tali uffici (siano essi canoni di locazioni, costi di funzionamento e/o manutenzione, spese per forniture e/o attrezzature).

Tutte le indennità percepite dal deputato in virtù del suo incarico sono definite e regolate nello Statuto dei deputati del Parlamento Europeo e nelle Misure di attuazione dello Statuto dei deputati del Parlamento Europeo, che, insieme anche alle disposizioni Codice di Condotta dei Deputati del Parlamento Europeo, ne disciplinano la percezione, l’utilizzo, l’eventuale richiesta di rimborso. Preciso che mi sono sempre attenuta scrupolosamente a tale regolamentazione. Parimenti, la conservazione dei relativi documenti giustificativi originali è demandata ai pertinenti uffici amministrativi del Parlamento europeo, che hanno sempre verificato e avvallato la correttezza della documentazione presentata. Vi chiedo gentilmente di rivolgerVi a tali uffici ai fini dell’eventuale presa visione.

Per quanto riguarda i giustificativi delle spese generali, di cui all’articolo 20 dello Statuto dei deputati del Parlamento Europeo, corrisposte sotto forma di importo forfettario, questi sono archiviati presso il mio ufficio di Bruxelles.

Cordiali saluti,

Barbara Spinelli

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Di seguito si pubblicano i resoconti delle spese generali sostenute negli anni 2014-2015-2016-2017 (fino al 31 maggio 2017):

Spese generali 2014
Spese generali 2015
Spese generali 2016
Spese generali 2017

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