Per una strategia europea in materia
di migrazione e asilo

Appello al Parlamento Europeo in occasione del semestre italiano di presidenza

ESTENSORI:

Barbara Spinelli (MEP)
Daniela Padoan
Guido Viale

 

Garantire il diritto di fuga

Per la prima volta dalla fine della Seconda guerra mondiale, il numero di profughi, richiedenti asilo e sfollati interni in tutto il mondo ha superato i 50 milioni di persone. Si tratta, secondo il rapporto annuale dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), del dato più alto mai registrato dopo la fuga in massa, nella prima metà del secolo scorso, dall’Europa dominata dal nazifascismo. “La nostra è stata una generazione di rifugiati che si è spostata nel mondo come mai prima di allora”, ha affermato Ruth Klüger, scrittrice e germanista sopravvissuta ad Auschwitz, “io sono solo una di quegli innumerevoli rifugiati. La fuga è diventata l’espressione del mio mondo e del periodo nel quale sono vissuta. Sono interamente una persona del ventesimo secolo. E nel ventunesimo continueremo ad avere masse di rifugiati, intere generazioni di rifugiati”.

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Così Berlusconi portò De Sade a Palazzo Chigi

di mercoledì, luglio 23, 2014 0 No tags Permalink

«Il Fatto Quotidiano», 23 luglio 2014

La coincidenza delle date è già un segno, ominoso. Il 19 luglio 1992, Paolo Borsellino è trucidato a via D’Amelio, assieme a cinque ragazzi della scorta, per aver osteggiato la trattativa fra Stato e mafia. Ventidue anni dopo, il 18 luglio 2014, Silvio Berlusconi è assolto dai giudici della seconda Corte d’appello di Milano per l’affare Ruby.

La lezione di Borsellino: ci sono assoluzioni comode

I giudici hanno le idee chiare: non c’è stata concussione, dunque non è vero che l’ex presidente del Consiglio esercitò pressioni sui funzionari della Questura di Milano, la notte del 27 maggio 2010, per esigere, forte del potere che gli veniva dalla alta carica ricoperta, il rilascio immediato di Ruby, arrestata per ladrocinio. Le telefonate del premier ebbero come conseguenza il precipitoso affidamento di Ruby a Nicole Mi-netti, che la consegnò poi non ai servizi sociali ma a un’amica prostituta. Nemmeno è colpevole di prostituzione di minorenne, perché non aveva idea dell’età della protetta ed era inoltre convinto – così disse – che fosse la nipote di Mubarak: una balla monumentale, una delle tante che costellano il ventennio berlusconiano, accettata a scatola chiusa da una vasta maggioranza di deputati senza pudore nel febbraio 2011.

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Azione Civile incontra Alexis Tsipras
e Barbara Spinelli

Fonte: Azione Civile, 17 luglio 2014

Una delegazione di Azione Civile composta da Antonio Ingroia, Giulia Rodano, Antonello Falomi, Antonio De Felice e Maurizio Sansone ha incontrato oggi, nella sede italiana del Parlamento Europeo a Roma, Alexis Tsipras, leader di Syriza, e l’europarlamentare Barbara Spinelli. L’incontro è durato circa un’ora. Alexis Tsipras e Barbara Spinelli si sono resi disponibili a condividere un percorso comune in Europa per favorire una legislazione antimafia più efficace di quella esistente che si leghi ai problemi della corruzione e della grande evasione fiscale. Barbara Spinelli, in particolare, ha ribadito che chiederà a Bruxelles la ricostituzione di una commissione antimafia. Ingroia, Tsipras e Spinelli hanno anche condiviso le preoccupazioni per le difficoltà che il processo unitario per la ricomposizione della sinistra in Italia potrebbe avere in futuro. Ingroia ha chiesto a Tsipras di svolgere un ruolo di promozione per abbattere gli steccati tra le diverse forze politiche e ha ribadito la disponibilità di Azione Civile alla costruzione di un’aggregazione il più ampia possibile, alternativa alle politiche liberiste, e che possa colmare l’attuale gap di democrazia e partecipazione.

Conferenza stampa di Tsipras, Rodotà,
Forenza e Spinelli, 17 luglio 2014

di giovedì, luglio 17, 2014 0 No tags Permalink

Conferenza stampa de L’Altra Europa con Tsipras dal titolo “Per difendere la democrazia, il lavoro e i beni comuni in Italia e in Europa”. Partecipano: il leader di Syriza Alexis Tsipras, il giurista Stefano Rodotà, le deputate europee della lista ‘L’altra Europa con Tsipras” Barbara Spinelli ed Eleonora Forenza.

Il video originale è stato registrato da Radio Radicale e pubblicato nella pagina web http://www.radioradicale.it/scheda/416655/conferenza-stampa-dal-titolo-per-difendere-la-democrazia-il-lavoro-e-i-beni-comuni-in-italia-e-in-europa con licenza Creative Commons Attribution 2.5 Italy.

Seduta plenaria del Parlamento Europeo,
15 luglio 2014

Dibattito e voto di fiducia sul presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker

Signor Presidente,

Come Lei sa, il mio gruppo ha deciso di non dare la fiducia al suo esecutivo, che non risponde a quello che chiedono i cittadini: una netta rottura di continuità nelle politiche dell’Unione. Rispetteremo la maggioranza, ma la maggioranza deve impegnarsi a rispettare le minoranze: cosa non avvenuta, a cominciare dalla scelta del presidente di una Commissione parlamentare.

Concentro il mio intervento su un punto: la natura tuttora non democratica della nostra Costituzione, che non a caso si chiama Trattato e non Costituzione. In questi anni di crisi ha preso corpo una costituzione materiale profondamente malsana, di cui Lei è stato uno degli esecutori. Ma se la costituzione materiale è malsana, è perché la costituzione formale è drammaticamente inadeguata. Dobbiamo impegnarci ad avviare un processo di revisione radicale della costituzione formale, per dare ai cittadini i mezzi per correggere le storture della costituzione materiale.

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Un nuovo inizio per l’Europa

di Jean-Claude Juncker

Discorso di apertura della plenaria del Parlamento europeo, 15 luglio 2014

Il 25 maggio i cittadini europei si sono espressi e ci hanno mandato messaggi forti, sebbene a volte contraddittori. Dobbiamo dare loro una risposta, oggi e negli anni a venire. Dobbiamo rispondere alle loro aspettative, alle loro paure, alle loro speranze, ai loro sogni: perché in Europa c’è spazio per i sogni. Ed è proprio qui, al Parlamento europeo, massimo livello della democrazia europea, che presenterò gli orientamenti generali per l’operato e l’azione della prossima Commissione. Si tratta degli orientamenti generali, sintetici, che vi ho presentato in forma scritta in tutte le lingue ufficiali, perché tutte le lingue hanno pari dignità. Per questo ringrazio i traduttori che hanno passato la notte in bianco su un testo finalizzato nella tarda serata di ieri. Il programma dettagliato della Commissione sarà elaborato dal collegio dei commissari, che sarete chiamati a legittimare con il vostro voto in autunno.

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Due popoli in due stati

di mercoledì, luglio 9, 2014 0 , , Permalink

Testo del comunicato stampa della delegazione italiana nel Gue composta dai tre eletti nella Lista Tsipras Eleonora Forenza, Barbara Spinelli e Curzio Maltese, 9 luglio 2014

43 morti in due giorni a Gaza, un giovane palestinese bruciato vivo a Gerusalemme Est, migliaia di feriti, case distrutte in nome “della caccia al terrorista”: è questo il bilancio degli ultimi giorni della violenza israeliana contro il popolo palestinese e della rappresaglia al rapimento e all’uccisione di tre giovani israeliani.

Come delegazione italiana della lista L’Altra Europa con Tsipras chiediamo che l’Unione europea interrompa immediatamente il suo complice silenzio, che condanni l’ennesima violazione dei diritti umani da parte del Governo israeliano e che si assuma la responsabilità politica di lavorare per un vero processo di pace che porti al’ unica soluzione possibile: due popoli, due Stati.

Come gruppo della GUE abbiamo chiesto alla conferenza dei presidenti del parlamento europeo che si discuta di tutto questo durante la sessione di Strasburgo della prossima settimana.

Seduta plenaria del Parlamento europeo,
2 luglio 2014

Programma di attività della Presidenza italiana (discussione)

Ha detto Matteo Renzi che l’Europa muore, se non cambia. Che la stabilità senza crescita diventa immobilismo. Che non basta avere una moneta unica per condividere un destino insieme. Sarei senz’altro d’accordo, se alle parole corrispondessero fatti concreti. Tutto deve cambiare nell’Unione – le regole economiche, le istituzioni, le nomine di chi guida i suoi organi, il suo poco democratico funzionamento – se si vuole che l’unità fra europei non diventi una parola priva d’ogni senso.

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