Ristrutturazione del debito, ricostruzione della democrazia

di giovedì, marzo 3, 2016 0 No tags Permalink

Intervento di Barbara Spinelli nel corso della Conferenza del Gruppo GUE/NGL “Ristrutturazione del debito, Ricostruzione della Democrazia” (Restructuring Debt – Rebuilding Democracy) tenutasi a Bruxelles il 1° marzo 2016.

Speaker:
Nikolaos Chountis, MEP GUE/NGL
Zoe Konstantopoulou, Ex Presidente del Parlamento Greco
Eric Toussaint, Presidente del Committee for the Abolition of Third World Debt (CADTM)
Georgios Kassimatis, Professore emerito di diritto, Università di Atene
Benjamin Lemoine, ricercatore, Centre national de la recherche scientifique (CNRS), Francia
Sofia Sakorafa, MEP GUE/NGL
Diego Borja, Ex Ministro delle Finanze, Ecuador
Maria Lucia Fatorelli, Coordinatrice di Citizen Debt Audit-Brazil
Cephas Lumina, Professore, Ex esperto indipendente delle Nazioni Unite sul debito estero e i diritti umani

Ciò su cui mi vorrei soffermare, e che riguarda in particolare paesi come l’Italia, è che, a mio avviso, non è necessaria la presenza della Troika affinché si manifestino situazioni di grave erosione della democrazia e vengano adottate misure di austerità con effetti profondi sulla democrazia stessa, come accaduto nel caso della Grecia.

Vorrei citare a questo proposito un rapporto di J.P. Morgan del 28 maggio 2013, in cui i dissesti verificatisi nei Paesi “periferici” dell’Unione europea vengono descritti come crisi dovute a Costituzioni democratiche troppo influenzate dall’antifascismo. Il rapporto denuncia tra i più pericolosi retaggi dell’esperienza resistenziale la tutela dei diritti dei lavoratori, e ritiene improrogabili in questo quadro profonde revisioni costituzionali, a cominciare da un più forte e rapido accentramento del potere esecutivo. È proprio quello che accade in Italia: si stanno attuando le regole della Troika – smantellamento della democrazia costituzionale compresa: basti pensare alla richiesta di riscrivere la Costituzione e abolire le province, arbitrariamente avanzata nella lettera di Trichet e Draghi del 2011 al governo italiano – senza alcun bisogno della presenza fisica della Troika (che magari poi si presenterà lo stesso se la crisi si dovesse aggravare).

Tutto ciò per dire che, secondo me, ci troviamo di fronte ad una strategia deliberata di riformulazione del concetto stesso di democrazia in senso oligarchico e vi invito ad analizzare il caso greco come ultimo esempio di involuzione democratica, basata sui negoziati del debito: un’involuzione economico-democratica accelerata fin dagli anni Ottanta dalle politiche di risanamento imposte dal Fondo monetario e dalla Banca mondiale, come ben spiegato in questa conferenza dall’ex ministro delle Finanze dell’Ecuador Diego Borja.

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