Esito del referendum nel Regno Unito

di mercoledì, giugno 29, 2016 0 No tags Permalink

P8_TA-PROV(2016)0294

Esito del referendum nel Regno Unito

Risoluzione del Parlamento europeo del 28 giugno 2016 sulla decisione di recedere dall’UE a seguito del referendum nel Regno Unito (2016/2800(RSP)). Il testo è stato approvato con 395 voti a favore, 200 contrari e 71 astenuti. Il seguente § 12 è stato cancellato:

Indica che il contributo del Parlamento a questa riforma sarà basato in particolare sulle sue relazioni riguardanti il miglioramento del funzionamento dell’Unione europea sfruttando le potenzialità del trattato di Lisbona, la capacità di bilancio della zona euro, nonché la possibile evoluzione e l’adeguamento dell’attuale struttura istituzionale dell’Unione europea

Il Parlamento europeo,

– visto l’articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

1. prende atto del desiderio dei cittadini del Regno Unito di uscire dall’UE; sottolinea che la volontà espressa dalla popolazione deve essere pienamente rispettata, procedendo non appena possibile all’applicazione dell’articolo 50 del trattato sull’Unione europea (TUE);

2. sottolinea che si tratta di un momento cruciale per l’UE e che gli interessi e le aspettative dei cittadini dell’Unione devono essere nuovamente posti al centro del dibattito; indica che è giunta l’ora di rilanciare il progetto europeo;

3. sottolinea che la volontà di una maggioranza dei cittadini del Regno Unito dovrebbe essere rispettata attraverso un’attuazione rapida e coerente della procedura di recesso;

4. sottolinea che i negoziati a norma dell’articolo 50 TUE concernenti il recesso del Regno Unito dall’UE dovranno iniziare non appena sarà stata comunicata la notifica ufficiale;

5. avverte che, al fine di prevenire incertezze negative per tutti e di tutelare l’integrità dell’Unione, la notifica a norma dell’articolo 50 TUE deve avvenire il prima possibile; si attende che il Primo ministro del Regno Unito notifichi l’esito del referendum al Consiglio europeo del 28 e 29 giugno; indica che tale notifica segnerà l’avvio della procedura di recesso;

6. ricorda che l’intesa convenuta dai capi di Stato e di governo nel febbraio 2016 subordinava la sua entrata in vigore alla decisione del Regno Unito di rimanere nell’UE; indica che tale intesa è pertanto nulla;

7. ricorda che non si potrà decidere in merito alle eventuali nuove relazioni tra il Regno Unito e l’UE prima della conclusione dell’accordo di recesso;

8. ricorda che a norma dei trattati è richiesta l’approvazione del Parlamento europeo e che tale Istituzione deve essere pienamente coinvolta in tutte le fasi delle varie procedure concernenti l’accordo di recesso e le relazioni future;

9. invita il Consiglio a designare la Commissione quale negoziatore sull’articolo 50 TUE;

10. sottolinea che le sfide attuali richiedono una riflessione sul futuro dell’UE e che è necessario riformare l’Unione migliorandola e rendendola più democratica; osserva che, sebbene alcuni Stati membri possano decidere di procedere a un’integrazione più lenta o meno approfondita, il nucleo fondamentale dell’UE deve essere rafforzato e occorre evitare le soluzioni à la carte; ritiene che la necessità di promuovere i nostri valori comuni, di creare stabilità, giustizia sociale, sostenibilità, crescita e posti di lavoro, di superare la persistente incertezza economica e sociale, di proteggere i cittadini e di far fronte alla sfida della migrazione impone, in particolare, lo sviluppo e la democratizzazione dell’Unione economica e monetaria e dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, nonché il rafforzamento della politica estera e di sicurezza comune; ritiene pertanto che dalle riforme debba scaturire un’Unione che sia all’altezza delle aspettative dei cittadini;

11. chiede che venga definita una tabella di marcia verso un’Unione migliore, avvalendosi appieno delle opportunità offerte dal trattato di Lisbona, da integrare con una revisione dei trattati;

12. intende realizzare cambiamenti nella propria organizzazione interna per tener conto della volontà di una maggioranza dei cittadini del Regno Unito di recedere dall’Unione europea;

13. prende atto delle dimissioni del Commissario del Regno Unito e della riassegnazione del suo portafoglio;

14. invita il Consiglio a modificare l’ordine delle sue Presidenze onde evitare che il processo di recesso pregiudichi la gestione delle attività correnti dell’Unione;

15. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Banca centrale europea, ai parlamenti nazionali e al governo del Regno Unito.


Questa invece la proposta di risoluzione di Gabriele Zimmer, Martina Anderson e Barbara Spinelli a nome del gruppo GUE/NGL:

B8-0840/2016

Risoluzione del Parlamento europeo sull’esito del referendum nel Regno Unito

(2016/2800(RSP))

Il Parlamento europeo,

– visto l’articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che il popolo di uno Stato membro ha preso la decisione storica di uscire dall’Unione europea a seguito di un referendum;

B. considerando l’esito del referendum in cui il popolo britannico ha chiaramente votato a favore della Brexit; considerando altresì che le crescenti critiche nei confronti dell’UE non solo non possono essere ignorate, ma dovrebbero essere affrontate mediante un’agenda di riforma di ampia portata, che garantisca trasparenza, apertura e
democratizzazione, nonché una più forte partecipazione dei cittadini;

C. considerando che l’esito del referendum dimostra che le crescenti disuguaglianze sociali ed economiche fra gli Stati membri e in seno ad essi rappresentano una delle principali minacce alla stabilità e alla coesione dell’UE;

D. considerando che l’articolo 50 del trattato sull’Unione europea (TUE) prevede che uno Stato membro possa recedere dall’Unione;

E. considerando che l’intesa raggiunta in occasione del Consiglio europeo del febbraio 2016 tra David Cameron, a nome del governo britannico, e l’Unione europea, è ormai nulla;

1. rispetta la decisione del popolo britannico, che dovrebbe essere vista come uno stimolo a costruire un’altra Europa;

2. chiede che l’articolo 50 TUE sia immediatamente applicato;

3. ricorda che l’articolo 50 TUE prevede che il Parlamento dia la sua approvazione e chiede che tale istituzione sia coinvolta in tutte le fasi dei negoziati riguardanti l’accordo di recesso;

4. rammenta che tutte le decisioni riguardanti le relazioni future tra l’UE e il Regno Unito, dopo l’uscita di quest’ultimo, devono essere il risultato di un processo democratico e coinvolgere sia il Parlamento europeo che i parlamenti nazionali;

5. sottolinea che l’esito del referendum dimostra che è necessaria un’altra Europa, la quale dovrà essere costruita con l’accordo dei cittadini, che si aspettano decisioni concrete su questioni sociali quali l’occupazione, la trasparenza e il welfare, e il rifiuto delle misure di austerità;

6. sottolinea che l’esito del referendum e la decisione del popolo britannico dimostrano chiaramente che l’UE sta attraversando una profonda crisi, che è il risultato delle politiche neoliberali e di austerità, e dell’erosione della democrazia; ritiene pertanto che per l’UE sia giunto il momento di affrontare i problemi reali dei cittadini per il tramite di un profondo cambiamento di politica atto a soddisfare le loro aspettative;

7. ribadisce la difesa di valori quali la democrazia, la pace, la tolleranza, il progresso e la solidarietà, nonché la cooperazione fra i popoli; condanna le forze nazionaliste di destra in ascesa ed evidenzia il fatto che la via da seguire deve essere quella di un’Europa che si assume maggiori responsabilità quanto all’accoglienza dei rifugiati, anziché chiudere le proprie frontiere a coloro che fuggono guerre e conflitti;

8. osserva che i cittadini dell’Irlanda del Nord hanno scelto di rimanere nell’UE; è del parere che il governo britannico abbia perso ogni mandato a rappresentare gli interessi dei cittadini dell’Irlanda del Nord in relazione all’UE;

9. ritiene che vi sia l’esigenza democratica di tenere un referendum sull’unità irlandese, quale previsto dall’Accordo del Venerdì santo;

10. invita l’UE a continuare a sostenere il processo di pace in Irlanda;

11. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

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