La Polonia e l’articolo 7

di mercoledì, giugno 13, 2018 0 , , Permalink

Comunicato stampa

Strasburgo, 13 giugno 2018. Barbara Spinelli (GUE/NGL) è intervenuta nel corso della sessione plenaria del Parlamento europeo dedicata a “Indipendenza del potere giudiziario in Polonia. Dichiarazioni del Consiglio e della Commissione”

Di seguito l’intervento:

«Nel marzo scorso il Parlamento ha approvato la decisione della Commissione di attivare l’articolo sette-uno. Circolano ora voci insistenti secondo cui una parte della Commissione, attenta a inquietudini che si manifestano nel Consiglio, sarebbe pronta a sospendere ogni decisione a riguardo. Le stesse voci adombrano l’ipotesi di un passaggio del Pis al PPE: un mossa che garantirebbe a Varsavia l’ombrello di cui gode l’Ungheria.

Al vicepresidente Timmermans, che ringrazio per la sua costanza, domanderei un chiarimento in merito alle reali intenzioni della Commissione e alle scadenze che ha in mente di qui alla fine della legislatura.

Il rischio, in caso di congelamento, è che l’Unione appaia disarmata di fronte a possibili degenerazioni della rule of law al suo interno. In tal caso, meglio non attivare affatto l’articolo sette, piuttosto che ammettere così apertamente la nostra incapacità di agire».

Il potere degli impotenti

Bruxelles, 28 febbraio 2018. Intervento di Barbara Spinelli nel corso della sessione plenaria del Parlamento europeo.

Punto in agenda:

  • Decisione della Commissione di attivare l’articolo 7, paragrafo 1, del Trattato sull’Unione Europea per quanto riguarda la situazione in Polonia
  • Dichiarazione della Commissione

«Alcuni diranno che ricorrere all’articolo 7 è un gesto inutile, puramente verbale, visto che alla fine non ci sarà comunque unanimità nel Consiglio sulla sua attuazione. Per parte mia non ritengo puramente verbale la nostra risoluzione. Pur conoscendo i rischi che corre – mettendo in mostra la propria impotenza – il Parlamento deve esprimersi, quando constata in uno Stato membro violazioni gravi dell’articolo 2. È stato un dissidente dell’Est, Havel, a insegnare che esiste un potere degli impotenti, ed è questo potere che vogliamo esercitare, per mettere in guardia non solo il governo polacco ma tutti i governi che dovessero imboccare, o già hanno imboccato come in Ungheria, la strada che porta allo smantellamento della rule of law e alla politicizzazione del potere giudiziario.

In democrazia, i governi e i parlamenti non sono gli unici a detenere il monopolio della legittimità. Lo condividono con il potere giudiziario: ultimo garante dei diritti, indipendentemente dalle elezioni.

In democrazia non sono concepibili leggi come quelle adottate di recente, che impongono un’unica interpretazione della Storia nazionale, dettata dallo Stato».