Frontex e l’uso di armi da fuoco

di lunedì, settembre 26, 2016 0 , , Permalink

Barbara Spinelli e 41 deputati del Parlamento Europeo chiedono a Frontex di mettere fine all’utilizzo di armi da fuoco per fermare imbarcazioni con rifugiati a bordo

Barbara Spinelli, insieme a 41 deputati del Parlamento europeo, lo scorso 23 settembre ha inviato una lettera al Direttore esecutivo di Frontex, Fabrice Leggeri, e per conoscenza alla mediatrice europea Emily O’Reilly e al Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muižnieks.

La lettera, scaturita da un rapporto pubblicato da The Intercept il 22 agosto scorso, denuncia l’uso ricorrente di armi da fuoco da parte della guardia costiera degli Stati membri, con lo scopo di fermare imbarcazioni guidate da presunti trafficanti nel quadro delle operazioni di Frontex. In simili operazioni, la vita e l’incolumità dei rifugiati a bordo è pericolosamente messa a rischio.

«Considero estremamente grave che tra le regole di ingaggio per fermare imbarcazioni in mare sia previsto l’uso di armi da fuoco. Vorrei ricordare che nel 2014, in un’operazione di Frontex nei pressi di Chios, diversi migranti furono feriti e un minore venne ucciso dopo che le guardie costiere greche aprirono il fuoco», ha dichiarato l’eurodeputata.

Per questo motivo, Barbara Spinelli domanda al Direttore esecutivo di Frontex se l’Agenzia intenda continuare l’uso di armi da fuoco durante le proprie operazioni, e chiede chiarimenti su chi abbia il potere decisionale e dunque la responsabilità di emettere l’ordine dell’utilizzo di armi da fuoco nel caso di operazioni congiunte con Stati terzi.

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