Risoluzione sulla Polonia

di mercoledì, settembre 14, 2016 0 , , , Permalink

Strasburgo, 14 settembre 2016

Oggi il Parlamento europeo ha votato la Proposta di Risoluzione comune presentata dai gruppi politici PPE, S&D, ALDE, GUE/NGL e Verdi/ALE “sui recenti sviluppi in Polonia e il loro impatto sui diritti fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”. La Risoluzione è stata adottata con 510 voti favorevoli, 160 contrari e 29 astensioni.  (Qui l’edizione provvisoria della Risoluzione.)

Dopo il voto Barbara Spinelli, in qualità di Relatore per il Gruppo GUE/NGL, ha dichiarato:

«È senz’altro positivo che il Parlamento abbia accolto, a larga maggioranza, questa Proposta di Risoluzione, frutto del lavoro congiunto di 5 diversi gruppi politici. Non si è trattato del tentativo di interferire negli affari interni di uno Stato Membro, o di adottare un atteggiamento punitivo nei confronti di una specifica maggioranza politica ma, come già nel 2004 per l’Italia o più recentemente nei riguardi dell’Ungheria, il Parlamento europeo ha voluto riaffermare che esistono norme comuni che ciascuno ha sottoscritto firmando i Trattati e che rappresentano la nostra legge comune. Questo, quanto meno, è il principio che ha guidato il lavoro mio e del mio Gruppo politico.  In Polonia stiamo assistendo ad una profonda erosione della democrazia costituzionale e dello stato di diritto: siamo testimoni del protrarsi della paralisi del Tribunale costituzionale e di continue minacce alla sua indipendenza, di leggi di recente adozione – come la legislazione sui media, anti-terrorismo, polizia – che minano il pluralismo e la protezione dei dati personali, e più in generale, il rispetto dei diritti fondamentali.

Deploro tuttavia che il Parlamento europeo abbia deciso di votare contro tutti i nostri emendamenti, volti a denunciare ulteriori criticità non affrontate nel testo presentato congiuntamente. Avevamo richiesto un ruolo più vigile della Commissione sul rispetto dello stato di diritto anche in altri paesi dell’Unione: richiesta – vorrei qui ricordarlo – che era presente nella risoluzione del 13 aprile 2016 [1] e che allora era stata approvata a grande maggioranza. Avevamo inoltre criticato le recenti posizioni islamofobe espresse dal Governo. Insieme al Gruppo dei Verdi/ALE avevamo chiesto una protezione maggiore della libertà di espressione e dalla discriminazione, soprattutto nei confronti di persone LGBTI, di rimuovere gli ostacoli posti all’accesso alle procedure di asilo, ed espresso tutta la nostra opposizione a una proposta di legge sull’aborto presentata al Parlamento polacco e appoggiata dal governo. Già difficilissima, l’interruzione di gravidanza rischia di esser vietata perfino in presenza di stupri o malformazioni gravi del feto. È motivo di grande preoccupazione constatare come all’interno di questo Palazzo la tutela e la promozione di determinati diritti fondamentali siano ancora considerate un tabù.»


[1]
Risoluzione del Parlamento europeo del 13 aprile 2016 sulla situazione in Polonia (2015/3031(RSP)), paragrafo 11 “si attende che la Commissione vigili su tutti gli Stati membri nello stesso modo per quanto riguarda il rispetto della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali, evitando così disparità di trattamento, e riferisca al Parlamento in merito”.

Ucraina, smentita a Giulietto Chiesa

Smentita di Barbara Spinelli – Voto su Ucraina alla sessione plenaria del Parlamento europeo tenutasi il 15 gennaio 2015

In un post sulla sua pagina Facebook, Giulietto Chiesa mi accusa di aver dato voto contrario su «un emendamento cruciale, che sollecitava “l’Unione Europea a interrompere la sua politica di sanzioni contro la Russia”».
L’accusa di Giulietto Chiesa è del tutto incomprensibile, ed è il motivo per cui mi domando se sia formulata in buona fede. Il testo cui si fa riferimento è l’emendamento 2 paragrafo 6, nel quale si “esorta l’Unione europea a cessare la sua politica di sanzioni nei confronti della Russia, che si è dimostrata inefficace e controproducente sul piano politico e ha portato a un conflitto commerciale con ripercussioni negative soprattutto sulle PMI, gli agricoltori e i consumatori in Russia, nell’Unione europea e nei paesi del vicinato orientale dell’UE, compresa l’Ucraina”.
Non solo ho inconfutabilmente votato a favore di questo emendamento, come testimoniato dal sito indipendente www.votewatch.eu, ma sono addirittura tra i suoi firmatari, assieme a Helmut Scholz, Miloslav Ransdorf e Patrick Le Hyaric del gruppo GUE-NGL.

Barbara Spinelli,
21 gennaio 2015.

A proposito delle votazioni sulla situazione in Ucraina

Comunicato stampa di Barbara Spinelli

Circola in rete la notizia secondo cui diversi deputati del GUE/NGL avrebbero votato, il 15 gennaio a Strasburgo, a favore della risoluzione di mozione comune “RC-B8-0008/2015” sull’Ucraina (tra questi Barbara Spinelli e alcuni deputati della Linke) o si sarebbero astenuti (Curzio Maltese e Syriza). La notizia è destituita d’ogni fondamento: il GUE/NGL ha votato compatto contro la risoluzione maggioritaria, radicalmente antirussa. Purtroppo l’approvazione di quella risoluzione non ha permesso al GUE di votare la propria mozione “B8-0027/2015“, che difendeva una linea diametralmente opposta e che resta agli atti.
La tesi di chi accusa Spinelli e la Linke di appoggio alla mozione maggioritaria rimanda a una pagina del sito indipendente www.votewatch.eu. Quella pagina riporta dati corretti, registrando la divisione all’interno del GUE su dei singoli emendamenti alla risoluzione approvata, ma non sulla risoluzione stessa. Tutti gli emendamenti presentati dal GUE/NGL sono stati bocciati dal Parlamento europeo. Le differenze all’interno di ciascun gruppo parlamentare sugli emendamenti non sono infrequenti, soprattutto quando si discutono argomenti particolarmente drammatici. Ben altra rilevanza avrebbe la divisione sul voto finale, che  tuttavia non c’è stata. Ed è bene che non ci sia stata, alla luce dell’offensiva militare che il governo di Kiev ha lanciato in questi giorni nell’Est dell’Ucraina.

—-

Questo nell’immediato.
Ci riserviamo di tornare in futuro sulla questione entrando più dettagliatamente nei meccanismi e nelle scelte politiche che il 15 gennaio 2015 hanno determinato l’insieme di votazioni (emendamenti compresi) sulla situazione ucraina nella sessione plenaria del Parlamento europeo riunitosi a Strasburgo.