La criminalizzazione delle ong è un dato di fatto

COMUNICATO STAMPA

Bruxelles, 4 aprile 2019

Barbara Spinelli (GUE/NGL) è intervenuta nel corso della riunione della Commissione Libertà civili, giustizia e affari interni del Parlamento europeo del 2 aprile 2019 sul punto in agenda: “Il seguito dato alla risoluzione del Parlamento europeo del luglio 2018 sugli orientamenti destinati agli Stati membri per prevenire la configurazione come reato dell’assistenza umanitaria”.

Presenti al dibattito: Michael Shotter per la Commissione europea; Milena Zajović , presidente dell’ong Are you Syrious? (AYS – Assistenza ai rifugiati e ai richiedenti asilo, Croazia); Ana Cristina Jorge, direttrice della Divisione di risposta operativa dell’Agenzia europea della Guardia di frontiera e costiera (Frontex). 

 Di seguito l’intervento:

«Vorrei rivolgere agli oratori tre domande. Al rappresentante della Commissione ricordo in primo luogo che il problema non è l’ansia del Parlamento europeo, che voi dite di capire: è l’ansia delle persone che sono intrappolate nei centri di detenzione e nei Lager libici, di cui ci stiamo occupando da tempo in questa Commissione. Ce ne stiamo occupando perché il Mediterraneo è stato svuotato di navi di soccorso, dal momento che l’operazione Sophia avviata a suo tempo dall’Unione non ha più navi ma soltanto aerei di ricognizione e personale per l’addestramento delle guardie costiere libiche, e che le ong sono state estromesse dal Mediterraneo. Lei dice inoltre che mancano prove sufficienti – “evidences” – di una criminalizzazione delle ong. Queste prove le abbiamo tutte quante, e le avete anche voi. Cosa stiamo ancora aspettando, per definirle “evidences” ?

In questo quadro, ringrazio in particolar modo Milena Zajović per l’attività che svolge e per le prove che sta fornendo sulle politiche di push-back dalla Croazia verso la Bosnia e la Serbia. Mi piacerebbe sapere come stia procedendo l’indagine sulla morte di Madina Hussiny, la bambina afgana respinta con la famiglia in Serbia e abbattuta da un treno sulla linea di confine, e  a che punto siamo con il ricorso della famiglia presso la Corte europea dei diritti dell’uomo.

Vorrei infine rivolgermi ad Ana Cristina Jorge di Frontex e a tutti gli oratori, per parlare delle accuse che si stanno moltiplicando nei confronti delle ong, grazie al proliferare di nuove fattispecie di reati. C’è lo smuggling naturalmente, che è un crimine discusso da anni, ma ci sono fattispecie  affatto nuove. Tra queste cito la pirateria marittima, menzionata negli ultimi giorni dal governo italiano. La nave mercantile turca El Hiblu 1, arrivata recentemente a Malta con un carico di migranti salvati da naufragio, è stata accusata di aver facilitato forme di pirateria marittima perché i migranti hanno minacciato di buttarsi a mare, pur di non essere riportati in Libia. É stato scritto che hanno dirottato la nave. Non è vero: hanno solo minacciato di gettarsi in mare, come confermato dai giornali maltesi.

Un’altra fattispecie di reato veramente singolare  – citata nelle indagini in corso in Italia – è la « minaccia all’ambiente marittimo» , di cui si renderebbero responsabili azioni di Search and Rescue svolte da navi di soccorso come Sea-Watch 3, definita nelle indagini preliminari come uno yacht inadatto a operazioni di salvataggio. É impressionante la quantità di reati che viene inventata per allontanare dal Mediterraneo tutte le ong, dopo avere eliminato le navi dell’operazione europea Sophia. Il risultato di tutto questo è che il Mediterraneo è ormai completamente affidato alle guardie costiere libiche.

Infine una domanda alla signora Ana Cristina Jorge di Frontex. Lei sa che c’è stata una lettera, nei giorni scorsi, della responsabile della Direzione politica interna e migrazione della Commissione, Paraskevi Michou, in cui si legittimano e si elogiano le guardie costiere libiche: una lettera che il governo italiano ha incorporato in una direttiva sulla chiusura dei porti italiani. La lettera è stata inviata a Fabrice Leggeri, direttore dell’agenzia Frontex. Quello che le chiedo, Signora, è di farci avere la lettera che Leggeri ha scritto alla Commissione, perché evidentemente ha espresso dubbi o formulato domande cui la Commissione ha risposto con questa lettera che sembra scritta dal ministro Salvini.»

Si veda anche:

Riace, dopo il fango un po’ di luce, articolo di Roberto Saviano pubblicato su «L’Espresso» del 7 aprile 2019 in cui si cita intervento di Barbara Spinelli.

Fuori legge l’assistenza umanitaria a migranti e profughi?

di mercoledì, luglio 4, 2018 0 , , , Permalink

Strasburgo, 3 luglio 2018. Intervento di Barbara Spinelli nel corso della sessione plenaria del Parlamento europeo. 

Punto in agenda:

Orientamenti per gli Stati membri per evitare la criminalizzazione dell’assistenza umanitaria

Presenti al dibattito:

  • Dimitris Avramopoulos – Commissario europeo per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza

Da tempo, nei nostri Stati membri è in atto una criminalizzazione più o meno esplicita di chiunque – Ong o individuo – venga in aiuto di persone provenienti da paesi terzi, via mare o via terra. In pratica l’aiuto umanitario è messo fuori legge, a dispetto di chiare indicazioni che vietano di considerare reato il soccorso a chi è in pericolo o minacciato da naufragio: parlo del protocollo delle Nazioni Unite sul traffico di migranti o della Convenzione sul diritto del mare. La direttiva europea sul favoreggiamento dell’ingresso, del transito e del soggiorno illegali contiene purtroppo notevoli ambiguità, consentendo deroghe agli Stati che abbiano l’intenzione di penalizzare i soccorsi.

Una dopo l’altra, le norme del diritto europeo e internazionale vengono ignorate, sbeffeggiate o smantellate – in Ungheria perfino costituzionalmente.

Si impedisce alle navi che fanno ricerca e salvataggio di sbarcare nei nostri porti, si arresta chi alberga migranti in fuga nelle Alpi, lungo i confini tra Italia e Francia. Nel Mediterraneo non ci saranno più navi che salvano i naufraghi, in assenza di operazioni in questo senso dell’Unione, che non europeizzò Mare Nostrum in tempo utile.

Stiamo tornando agli anni 30, quando gli organi internazionali cedettero all’arbitrio di Stati canaglia. Se l’Unione, custode dei Trattati europei, non offrirà linee guida più chiare, tali da mettere al bando il reato di solidarietà, si ripeterà il colossale fallimento della Lega delle Nazioni.