Commissione europea in pieno conflitto di interessi

Strasburgo, 7 febbraio 2018. Intervento di Barbara Spinelli nel corso della sessione plenaria del Parlamento europeo.

Punto in agenda:

  • Revisione dell’accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea

Presenti al dibattito:

Frans Timmermans – Primo vicepresidente della Commissione europea e Commissario europeo per la migliore legislazione, le relazioni interistituzionali, lo stato di diritto e la carta dei diritti fondamentali

Barbara Spinelli è intervenuta in qualità di Relatore ombra per il Gruppo GUE/NGL della Relazione sulla revisione dell’accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea

Leggo l’articolo 17(3) del Trattato: “La Commissione esercita le sue responsabilità in piena indipendenza. (…) I membri della Commissione non sollecitano né accettano istruzioni da alcun governo, istituzione, organo o organismo”. La relazione in esame richiama tale precetto, ma contemporaneamente ne avvalla l’esplicita deroga, consentendo ai commissari di continuare a svolgere le proprie funzioni anche se candidati alle elezioni europee sotto l’ombrello di un partito, quindi come portatori di interessi politici particolaristici. In uno studio del Parlamento del 2014, si dice chiaramente che la previsione regolamentare di un congedo elettorale non retribuito rappresenta una best practice, da estendere ad altre istituzioni UE. Trovo paradossale che oggi se ne discuta l’abolizione. Il fatto che il nuovo Codice di condotta dei commissari abbia soppresso tale previsione non rappresenta un alibi per il Parlamento per suggellarne la scomparsa anche nell’Accordo Quadro. Il codice di condotta del 2011 prevedeva il congedo in qualsiasi tipo di campagna elettorale. Ora si distingue: i commissari devono prendere congedo se candidati in elezioni nazionali. Non devono se si candidano in Europa. La cosa mi è del tutto incomprensibile.

Trascrizione dell’intervento di Frans Timmermans a conclusione del dibattito in plenaria (la risoluzione Esteban-Pons ha ottenuto la maggioranza in plenaria).

Frans Timmermans, First Vice-President of the Commission. – Madam President, I just want to thank the Members for their contributions to this debate. We are very much looking forward to the vote on this and we hope that we can amend the Framework Agreement in such a way that Commissioners could be allowed to stand in European elections without having to take leave. I have also listened carefully to the discussion on the process of lead candidates (Spitzenkandidaten) and, as I said earlier, we will take this into careful consideration when completing our contribution on this and other interinstitutional-related issues, and also in preparing for the leaders’ meeting later this month.

Servono a qualcosa le elezioni?

Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-001899/2015 alla Commissione

Articolo 130 del regolamento

Kostas Chrysogonos (GUE/NGL), Neoklis Sylikiotis (GUE/NGL), Lola Sánchez Caldentey (GUE/NGL), Emmanouil Glezos (GUE/NGL), Igor Šoltes (Verts/ALE), Barbara Spinelli (GUE/NGL), Tatjana Ždanoka (Verts/ALE), Takis Hadjigeorgiou (GUE/NGL), Paloma López Bermejo (GUE/NGL), Fabio De Masi (GUE/NGL), Jean-Luc Mélenchon (GUE/NGL), Marisa Matias (GUE/NGL), Nessa Childers (S&D), Sofia Sakorafa (GUE/NGL) e Dario Tamburrano (EFDD)

Oggetto: Risultati elettorali e mutamenti della linea politica

Mercoledì 28 gennaio 2015, il Commissario Jyrki Katainen ha dichiarato pubblicamente che “noi” (intendendo ovviamente le istituzioni europee in generale e la Commissione in particolare) “non mutiamo la nostra linea politica in funzione delle elezioni” [1] facendo seguito alle elezioni greche del 25 gennaio 2015. L’articolo 2 del trattato sull’Unione europea stabilisce, tuttavia, che “L’Unione si fonda sui valori del rispetto della democrazia”.

Condivide la Commissione il punto di vista espresso da Katainen, secondo cui gli esiti elettorali dovrebbero essere considerati irrilevanti per la definizione o ridefinizione delle politiche europee?

Se la Commissione condivide i punti di vista di Katainen, considera allora le elezioni (parlamentari) un elemento necessario e integrante della democrazia, come stabilito nell’articolo 2 del TUE, o non le considera tali?

Se i risultati elettorali devono essere considerati irrilevanti per le politiche europee, come ha suggerito Katainen, qual è allora la ragione dello svolgimento delle elezioni?

[1] International New York Times, 29 gennaio 2015, pag. 16.
E-001899/2015


 

Risposta del Vicepresidente Frans Timmermans a nome della Commissione (2.4.2015)

Il Vicepresidente Jyrki Katainen si riferiva ad un risultato elettorale nazionale e ha altresì spiegato che la Commissione rispetta l’esito delle elezioni greche e coopererà con il nuovo governo greco, così come ha fatto con il precedente. Ha inoltre ricordato che la Commissione è tenuta a trattare tutti i cittadini allo stesso modo e di conseguenza deve prestare un’attenzione analoga ai risultati elettorali in tutti gli Stati membri. La Commissione prende atto di tali risultati e opera, ovviamente, in totale conformità all’articolo 2 del TUE.