Ue, i Commissari e il passato da cancellare

Lettera al direttore de «La Stampa», 21 ottobre 2014

Caro Direttore,

nei prossimi giorni il Presidente Jean-Claude Juncker presenterà ai parlamentari europei la sua nuova Commissione, chiedendo loro un voto favorevole. Per i singoli Commissari, le ultime settimane sono state faticose, a volte difficili: le audizioni cui ciascuno di essi è stato sottoposto non sono severe come negli Stati Uniti, perché il Parlamento europeo ha un rapporto ancora timido, e soprattutto confuso, con un potere esecutivo assai mal suddiviso fra Stati e organi comunitari. Ma parecchie domande sono state insidiose, le audizioni sono un esercizio democratico che purtroppo non esiste nelle nazioni europee, e ci sono commissari che non hanno superato la prova.

Continua a leggere

Al via l’esame dei candidati-commissari

di Anna Maria Merlo, «il manifesto»,

Commissione Juncker. L’europarlamento interroga i futuri commissari, Malmström (Commercio) inizia il ballo, Ttip e Ceta al centro delle inquietudini. Patto di non aggressione tra Ppe, Pse e Liberali. Ma il tiro al piccione non è escluso. Alcuni candidati a rischio, tra sospetti di compiacenza, corruzione, incompetenza e love affair. La Gue chiede la testa del falco Katainen all’occupazione e alla crescita

La libe­rale Ceci­lia Malm­ström (sve­dese) è stata la prima a pas­sare ieri l’esame dell’audizione dell’europarlamento e ha dovuto cam­mi­nare sulle uova, per spie­gare che, come can­di­data al Com­mer­cio, por­terà avanti la trat­ta­tiva del Ttip con gli Usa e del Ceta con il Canada, evi­tando lo sco­glio dei tri­bu­nali arbi­trali (istanze indi­pen­denti a cui le imprese potreb­bero ricor­rere per denun­ciare gli stati sospet­tati di minac­ciare i loro inve­sti­menti). La can­di­da­tura di Ceci­lia Malm­ström non è con­tro­versa, ma ieri un altro com­mis­sa­rio in fieri, il mal­tese Kar­menu Vella, desi­gnato alla Pesca, ha dovuto giu­sti­fi­carsi sui sospetti di eva­sione fiscale e cor­ru­zione, oltre­ché sul poco entu­sia­smo eco­lo­gi­sta di Malta, che potrebbe minac­ciare l’ipotesi di pro­mo­zione di una pesca respon­sa­bile in Europa.

Uno per uno, i 27 can­di­dati della Com­mis­sione Junc­ker pas­sano l’equivalente degli hea­rings sta­tu­ni­tensi entro il 7 otto­bre (Fede­rica Moghe­rini passa il 6 otto­bre). L’8 e il 9 si riu­ni­ranno i gruppi per valu­tare le audi­zioni e il 22 otto­bre ci sarà il voto sull’insieme della Com­mis­sione Junc­ker, in seduta ple­na­ria dell’Europarlamento. I sin­goli com­mis­sari non saranno votati uno per uno, ma dalle audi­zioni potrà venire la richie­sta agli stati (e a Junc­ker) di cam­biare un can­di­dato o di spo­starlo a un’altra com­pe­tenza oppure di deli­mi­tare in modo diverso la sua area di inter­vento, per otte­nere l’approvazione defi­ni­tiva e poter cosi’ entrare in atti­vità, come pre­vi­sto, il 1° novem­bre prossimo.

Sulla carta, c’è un “patto di non aggres­sione” tra i due gruppi prin­ci­pali, Ppe e Pse, a cui ha ade­rito anche l’Alde libe­rale. A van­tag­gio di Junc­ker c’è il fatto che per la prima volta un pre­si­dente della Com­mis­sione è stato desi­gnato dai gruppi poli­tici alle ele­zioni euro­pee e la scelta è caduta sul nome pro­po­sto dal par­tito che è arri­vato in testa (Ppe), dando cosi’ più poteri al par­la­mento, che non dovrebbe aver nulla da gua­da­gnare da un tiro al pic­cione che diven­te­rebbe subito incro­ciato (se il Pse boc­cia un can­di­dato Ppe, i popo­lari si ven­di­che­reb­bero su un can­di­dato social-democratico).

Ma alcuni nomi restano con­tro­versi e nes­suno è al riparo di una sci­vo­lata. Gli esempi nel pas­sato delle due pre­ce­denti pro­ce­dure di audi­zione (2004 e 2009) non man­cano. Nel 2004, l’Italia aveva dovuto sosti­tuire il can­di­dato Rocco But­ti­glione (pro­messo alla Giu­sti­zia) a causa della gaffe sull’omosessualità e la Let­to­nia aveva dovuto riti­rare la can­di­data Ingrida Udre per incom­pe­tenza mani­fe­sta. Nel 2009, era stata giu­di­cata incom­pe­tente anche la bul­gara Rumiana Jeleva, sosti­tuita in fretta da Kri­sta­lina Geor­gieva. Junc­ker ha usato il bilan­cino per met­tere assieme una Com­mis­sione che tiene conto dell’equilibrio tra paesi, posi­zione geo­gra­fica, genere, appar­te­nenza poli­tica e peso delle respon­sa­bi­lità. Il pre­si­dente ha fatto la scelta di affi­dare delle respon­sa­bi­lità a poli­tici pro­ve­nienti da paesi impli­cati in primo piano: cosi’, per esem­pio l’Immigrazione è stata affi­data a un greco di destra, Dimi­tris Avra­mo­pou­los, gli Affari eco­no­mici al fran­cese Pierre Mosco­vici, ex mini­stro di un paese che non rispetta il Fiscal Com­pact, i ser­vizi finan­ziari al bri­tan­nico Jona­than Hill, sospet­tato di essere un lob­by­sta della City di Lon­dra. Hill potrebbe essere la vit­tima del tiro al pic­cione delle audi­zioni dell’europarlamento, visto che non è mem­bro di nes­sun grande gruppo par­la­men­tare (ade­ri­sce all’Ecr). Sul banco dei sospetti c’è in prima fila lo spa­gnolo Miguel Aria Canete, inca­ri­cato del Clima, che deve spie­gare il con­flitto di inte­ressi con i suoi inve­sti­menti in com­pa­gnie petro­li­fere (Petro­li­fera Ducar e Petro­lo­gis Cana­rias), che afferma di aver ven­duto, oltre­ché giu­sti­fi­carsi per le recenti affer­ma­zioni ses­siate (“supe­rio­rità intel­let­tuale” maschile). Mosco­vici è debole, a causa degli sfo­ra­menti fran­cesi e potrebbe tra­sfor­marsi nella testa di turco del Pse, se i socia­li­sti impal­li­nano un Ppe come Canete, per esem­pio. La libe­rale slo­vena Alenka Bra­tu­sek potrebbe venir impal­li­nata per­sino dai suoi con­ter­ra­nei, per­ché si è auto-proclamata can­di­data quando era primo mini­stro (da luglio in Slo­ve­nia c’è un governo social-democratico, che non la sostiene e ha già una can­di­da­tura di sosti­tu­zione). Sul banco degli accu­sati anche l’ungherese Tibor Navrac­sics, espo­nente di Fidesz e vicino al pre­mier Vik­tor Orban, con­te­stato alla Cul­tura e alla Scuola (un nazio­na­li­sta dovrebbe gestire Era­smus). Ma in que­sto caso cir­cola già la ras­se­gna­zione, per­ché Orban nomi­ne­rebbe un altro di Fidesz e c’è chi dice che Navrac­sics è “il meno peg­gio”. Pro­blemi anche per la rumena Corina Cretu, per una sto­ria di sospetti di spio­nag­gio a favore del Kgb (e di love affair sia con l’ex pre­si­dente rumeno Ion Ilie­scu che con l’ex segre­ta­rio di stato Usa, Colin Powell).

La Gue (sini­stra) con­te­sta la nomina a vice-presidente per l’occupazione e la cre­scita del falco fin­lan­dese Jyrki Katai­nen. L’eurodeputata Bar­bara Spi­nelli (Gue) ha scritto una let­tera ai col­le­ghi per chie­dere di votare con­tro Katai­nen, “se vogliamo restare cre­di­bili agli occhi dei cit­ta­dini che rap­pre­sen­tiamo”, per­ché è facile pre­ve­dere che Katai­nen “restrin­gerà in modo dra­stico i diritti dei lavo­ra­tori e cer­cherà di inde­bo­lire il ruolo cru­ciale svolto dai sindacati”.

Leftist MEP moves to block Katainen appointment

Fonte: EurActiv.com (Traduzione)

Barbara Spinelli thinks that the European Parliament should reject Jyrki Katainen as Vice-President of the next Commission, because of his support for austerity  policies.

In a letter to members of Parliament, the Italian legislator asks them to reject the Finnish politician, if “they want to be credible in the eyes of the citizens they represent”.

Katainen has been designated by Commission President-elect Jean-Claude Juncker as the Vice-President for Jobs, Growth, Investment, and Competitiveness.

As set out in the mission letter sent by Juncker, his main responsibilities will be to create jobs, stimulate investment, improve competitiveness and help the EU’s economy recover.

In addition, the mission letter also mentions that Katainen will have to pursue a strong structural reform agenda in order to ensure economic growth.

Spinelli, a member of the European United Left (GUE-NGL), is one of the ex-prime minister’s most vocal critics. “This will drastically restrict workers’ rights and aim at weakening the essential role played by trade unions,” she writes.

Instead, the MEP suggests instituting a financial transaction tax, and a carbon tax, in order to raise required resources for an EU investment plan.

Parliament’s employment committee open to discussion

One of Katainen’s public hearings will take place in the European Parliament’s Employment and Social Affairs Committee. Committee members already addressed some of their concerns to Katainen in a letter sent last Friday (19 September).

In the letter, members ask Katainen how he intends to create jobs and balance economic freedoms with fundamental social rights in Europe.

During a press briefing today (24 September), chair Marita Ulvskog, a Swedish social democrat, said the committee will be interested in hearing about Katainen’s working methods, in order to ensureclose cooperation with Marianne Thyssen, Commissioner-designate for Employment, Social Affairs, Skills and Labour Mobility.

Regarding Katainen’s reputation of promoting spending cuts, MEP Ulvskog hopes that he will balance his legislative proposals.

Timeline: 
  • 18 September: Questionnaires sent in English to the Commission (other languages will follow), with deadline to reply in English by 26 September at noon, and in other languages by 29 September morning
  • 22-25 September: Committee on Legal Affairs meets to discuss declarations of financial interest of candidates
  • 29 September to 7 October: Hearings of Commissioners-designate and committee evaluation meetings; no hearings on Friday 3 October 2014 and on Monday 6 October 2014 in the morning
  • 7 October: Extraordinary meeting of the Conference of Committee Chairs to evaluate the outcome of the hearings.
  • 8-9 October: The Groups will meet on Wednesday 8 October in the afternoon and on Thursday 9 October in the morning in order to evaluate the hearings.
  • 9 October: The Conference of Presidents meets to declare the hearings closed and finalise the evaluation
  • 22 October: Vote in Plenary

Europarlamentare della sinistra si oppone alla nomina di Katainen

Barbara Spinelli ritiene che il Parlamento europeo debba respingere la nomina di Jyrki Katainen a Vice-Presidente della prossima Commissione, visto il suo sostegno alle politiche d’austerità

In una lettera ai membri del Parlamento europeo, l’europarlamentare italiana chiede loro di respingere la nomina del politico finlandese, se “vorranno essere credibili di fronte ai cittadini che rappresentano”.

Katainen è stato designato dal Presidente eletto della Commissione, Jean-Claude Juncker, quale Vice-Presidente responsabile per il Lavoro, la crescita, gli investimenti e la competitività.

Come illustrato nella lettera di missione di Juncker, il compito principale di Katainen sarà quello di creare nuovi posti di lavoro, stimolare gli invesimenti, migliorare la competitività e contribuire alla ripresa economica dell’Unione.

La lettera di missione fa menziona inoltre il fatto che Katainen dovrà perseguire un solido programma di riforme strutturali per garantire la crescita economica.

Spinelli, membro della Sinistra unitaria europea (GUE-NGL), è una delle voci più apertamente critiche nei confronti dell’ex primo ministro, promotore di riforme strutturali “che restringono drasticamente i diritti dei lavoratori e puntano a un depotenziamento del ruolo essenziale svolto dai sindacati”, scrive.

La parlamentare suggerisce al contrario l’istituzione di una tassa sulle transazioni finanziarie e sulle emissioni di CO2 per incrementare le risorse proprie dell’Unione e finanziare un piano di investimenti europei.

L’inquietidine della Commissione per l’occupazione e gli affari sociali

Una delle audizioni pubbliche di Katainen si terrà davanti alla Commissione per l’occupazione e gli affari sociali. I membri della Commissione hanno già comunicato a Katainen alcune delle loro inquietudini in una lettera inviata venerdì 19 settembre.

Nella lettera si chiede a Katainen come intende creare posti di lavoro e conciliare le libertà economiche con i diritti sociali fondamentali.

Durante una conferenza stampa svoltasi il 24 settembre, la presidente della Commissione Marita Ulvskog, socialdemocratica svedese, ha dichiarato che la Commissione sarà particolarmente interessata a conoscere i metodi di lavoro di Katainen al fine di garantire una stretta collaborazione con Marianne Thyssen, Commissario designato per l’Impiego, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori.

Per quanto riguarda la fama “rigorista” di Katainen, Marita Ulvskog spera che saprà ben soppesare le sue proposte legislative.

Tempistica:

  • 18 settembre: invioalla Commissione dei questionari in inglese (seguiranno le altre lingue); la data ultima per rispondere in inglese è il 26 settembre a mezzogiorno e nelle altre lingue la mattina del 29 settembre
  • 22-25 settembre: la Commissione affari giuridici si riunisce per dicutere le dichiarazioni di interessi finanziari dei candidati
  • 29 settembre al 7 ottobre: audizioni dei Commissari designati; nessuna audizione venerdì 3 ottobre e la mattina di lunedì 6 ottobre
  • 7 ottobre: riunione straordinaria della Conferenza dei presidenti di commissione per valutare l’esito delle audizioni.
  • 8-9 ottobre: i Gruppi si riuniscono il pomeriggio di mercoledì 8 ottobre e la mattina di giovedì 9 ottobre per valutare le audizioni.
  • 9 ottobre: la Conferenza dei presidenti si riunisce per dichiarare la chiusura delle audizioni e finalizzare la valutazione
  • 22 ottobre: voto in Plenaria.

Jyrki Katainen vicepresidente
della Commissione: le ragioni del no

Lettera inviata ai parlamentari europei

Versione italiana
English version

20 settembre 2014

La designazione di Jyrki Katainen come vicepresidente della Commissione e responsabile di occupazione, crescita, investimenti e competitività, e le sue prime dichiarazioni al Parlamento Europeo nei giorni successivi alla designazione, sono inquietanti. Compito del nuovo vicepresidente dovrebbe essere quello di mettersi immediatamente al lavoro per garantire investimenti europei necessari alla ripresa dell’economia europea e per il ritorno alla piena occupazione al fine di realizzare un obiettivo cruciale del Trattato, dopo sette anni di crisi durissima che le politiche di austerità hanno acutizzato al massimo. Nelle lettere di missione, il Presidente Juncker ha chiesto a Jyrki Katainen e agli altri commissari di agire entro i primi cento giorni della nuova Commissione.

A molti parlamentari è parsa che questa fosse la conclusione cui è giunto il nuovo Presidente Jean-Claude Juncker, quando non solo ha criticato il 15 luglio nell’aula di Strasburgo le politiche della trojka, ma ha anche annunciato il piano che porta ormai il suo nome: un piano di investimenti di 300 miliardi di euro per i prossimi tre anni.

In tutt’altra direzione vanno le dichiarazioni di Katainen. Invece di parlare del piano di investimenti, ha ripetuto le sue ricette sul rigore, facendo capire che prima ogni Stato dovrà mettere la propria casa in ordine, e solo dopo verranno – eventualmente – piani di investimento. Non è questa la sua missione, se è vero che egli dovrà occuparsi di lavoro, occupazione e investimenti. Né è suo compito chiedere «riforme strutturali» che restringono drasticamente i diritti dei lavoratori e puntano a un depotenziamento del ruolo essenziale svolto dai sindacati, come avviene in Italia nello scontro, gravissimo, che il governo Renzi sta fomentando attorno all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

Il piano Juncker non è certo sufficiente, e non è per nulla chiaro come sarà finanziato: se si tratterà solo di aumentare un po’ i mezzi messi a disposizione dalla Banca Europea di Investimenti e di riorganizzare gli attuali Fondi europei. La vera soluzione sarebbe quella proposta dall’Iniziativa dei cittadini europei nel “New Deal 4-Europe”, con interventi della Bei e due tasse europee: sulle transazioni finanziarie e sull’emissione di CO2. E sarebbe un aumento delle risorse proprie dell’Unione, che il Consiglio europeo rigettò nella primavera 2013 (a quel tempo Juncker era membro del Consiglio europeo e dell’Eurogruppo).

Ripetere che prima viene il rigore nazionale e che solo in un secondo momento si potrà discutere di cooperazione e di investimenti comuni fa parte di un’ideologia ordoliberista che ha evidenti tratti neo nazionalisti, contrari al progetto di un’Unione solidale e politicamente unita.

Così facendo egli viola i tre criteri fondamentali per essere membro della Commissione europea: la conoscenza (degli obiettivi dell’Unione che nell’articolo 3.3 del Trattato prevedono l’economia sociale di mercato e la piena occupazione), l’indipendenza (dalle politiche di rigore che vogliono imporre alcuni Stati), e l’impegno europeo (per la solidarietà e per la cooperazione leale).

È il motivo per cui gli europarlamentari dovrebbero respingere la designazione di Jyrki Katainen, se vorranno essere credibili di fronte ai cittadini che rappresentano.

Barbara Spinelli
vice-presidente della Commissione Affari costituzionali del Parlamento europeo,
membro supplente della Commissione per le Libertà civili, giustizia e affari interni

 

September 21, 2014

The designation of Jyrki Kaitanen as Vice-President of the Commission in charge for jobs, growth, investment and competitiveness, as well as his first remarks at the European Parliament shortly after his nomination, are disquieting. After seven years of a dire crisis only worsened by fierce austerity measures, the task of the new Vice-President should be to get immediately to work so as to guarantee the investments needed for European economic recovery and for the return to full employment, thus achieving a crucial objective of the Treaty.

In his mission letters, President Juncker urged Mr Jyrki Katainen and the other commissioners-designate to take action within the first hundred days of the new Commission.

Given Mr Juncker’s statement during the plenary session in Strasbourg, on July 15, it seemed to many members of the European Parliament that this was the conclusion the new President had finally come to, since not only did he criticize the troika’s policies, but he also announced the plan that now bears his name: a 300 billion euro investment plan for the next three years.

Katainen’s remarks move in an entirely different direction. Rather than talking about the investment plan, he repeated his austerity recipes, implying that first each State shall put its house in order and only then investment plans– if necessary – will come. This is not his mission, if it is true that he will have to deal with jobs, growth, and investment. Nor is it up to him to ask for “structural reforms” that drastically restrict workers’ rights and aim at weakening the essential role played by trade unions, as is the case in Italy and in several other countries of the Union.

Juncker’s plan is certainly not enough, and it is far from clear how it will be funded: whether it will be just a matter of slightly increasing the resources made available by the European Investment Bank and reorganizing the current European funds. The real solution might be the one put forward by the European citizens’ initiative “New Deal 4-Europe”, with EIB interventions and two European taxes: a financial transactions tax and a carbon tax. This may result in an increase of the EU’s own resources, which was rejected by the European Council in spring 2013 (at that time Juncker was a member of the European Council and of the Eurogroup).

Suggesting that national austerity comes first and discussions about cooperation and common investment will follow, is part of an ordoliberal ideology with unmistakable neo-nationalist features, contrary to the idea of a politically united Europe, built on solidarity.

By doing this, Mr Katainen breaks the three fundamental criteria that every European Commissioner must meet: knowledge (of the EU objectives as stated in Article 3.3 of the EU Treaty, which promotes a social market economy, aiming at full employment and social progress), independence (from the austerity measures some States want to impose), and European commitment (to the principles of solidarity and loyal cooperation).

These are the reasons why the members of the European Parliament should reject the designation of Jyrki Katainen, if they want to be credible in the eyes of the citizens they represent.

Barbara Spinelli
Vice-President of the Committee Constitutional Affairs of the European Parliament,
Member of the Committee Civil Liberties, Justice and Home Affairs


Sullo stesso argomento: Leftist MEP moves to block Katainen appointment (EN, IT)