Andare alle urne col Covid ancora vivo sarebbe una catastrofe

di Barbara Spinelli

Una versione più breve di questo testo è stata pubblicata su «Il Fatto Quotidiano» il 5 gennaio 2021

Andare al voto dopo una letale conta al Parlamento sarebbe un incubo, per gli italiani d’ogni colore politico. Per molti politici e giornali non è così, ma chi ordisce Mezzogiorni di Fuoco non sa la storia tragica che noi tutti stiamo vivendo. Non è bene farsi guidare dalla paura che vinca la destra, scrivono Gad Lerner e Franco Monaco, ma la paura oggi è un’altra: che cada il governo mentre il Covid muta e s’incattivisce, nel mezzo di una macchinosissima campagna di vaccinazione, con oltre 75.000 morti alle spalle. Renzi il picconatore non è la bolla sgonfiata descritta da Occhetto. È un piccolo uomo smanioso che pensa a fatti suoi, tratta le proprie ministre come birilli e forte dell’appoggio di qualche lobby guarda ai soldi europei. Prodi che si conta in Parlamento non c’entra. Erano altri tempi: imparagonabili. Spero che Conte ci risparmi il voto. Non tanto perché vincerebbe la destra, ma perché il suo governo sta affrontando a testa bassa, e con il consenso di una maggioranza di italiani, una prova mai vista.

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Ecco il Parlamento che vogliamo

Il 29 ottobre a Strasburgo, il Parlamento ha adottato con 342 voti a favore e 274 contrari la “Risoluzione Moraes” sul seguito da dare alla risoluzione del Parlamento europeo del 12 marzo 2014 sulla sorveglianza elettronica di massa dei cittadini dell’Unione. È una risoluzione che svela un Parlamento più coraggioso e audace del previsto, in primis per l’invito – rivolto agli Stati membri dell’UE – a ritirare ogni imputazione penale nei confronti di Edward Snowden, a offrirgli protezione e, di conseguenza, a evitare la sua estradizione o consegna da parte di terzi. Il suo statuto di “lanciatore di allerta” (whistleblower), e dunque di difensore internazionale di diritti fondamentali della persona, viene pienamente riconosciuto. Sostengo da sempre la necessità di difendere gli informatori e ho caldeggiato di recente, con il gruppo GUE-NGL, la candidatura di Snowden al premio Sakharov (assieme ad Antoine Deltour, whistleblower nel caso Luxleaks, e a Stephanie Gibaud, che ha rivelato pratiche di evasione e riciclaggio della banca UBS AG). È il motivo per cui l’emendamento Snowden (presentato da deputati Verdi e del GUE-NGL) era cruciale per me. È passato per pochi voti: 285 i voti a favore, 281 i contrari.

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