Il grande inganno delle ricollocazioni

di martedì, maggio 16, 2017 0 , , , , Permalink

COMUNICATO STAMPA

Strasburgo, 16 maggio 2017. Barbara Spinelli è intervenuta nel corso della sessione plenaria del Parlamento europeo sul punto in agenda “Far funzionare la procedura di ricollocazione”, a seguito delle Dichiarazioni del Consiglio e della Commissione e alla presenza del Commissario europeo per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza Dimitris Avramopoulos.

«Non è la prima volta che questo Parlamento chiede agli Stati membri di rispettare gli impegni di ricollocazione, e alla Commissione di smettere l’ottimismo in cui da troppo tempo si compiace. Agli Stati membri chiediamo anche di evitare i sotterfugi: penso al rifiuto di ricollocare i migranti giunti in Grecia dopo il 20 marzo 2016, all’indomani dell’accordo con la Turchia. Un rifiuto illegale, secondo la Corte dei Conti.

Per parte mia aggiungo una considerazione. La ricollocazione stessa rischia di essere un inganno,se abbinata all’“approccio hotspot” e alla decisione di ritrasferire in Grecia e Italia, sulla base del sistema Dublino, i migranti recatisi in altri Paesi. Messe insieme, tali misure minano l’abilità della Grecia e dell’Italia di gestire i flussi di rifugiati e migranti.

Per quanto riguarda l’Italia, nel 2015-2016 vi sono stati 5.049 trasferimenti Dublino e 3.936 ricollocazioni. Cioè: più persone sono state rispedite in Italia di quante ne siano state trasferite dall’Italia. La ricollocazione è necessaria ma non basta. La verità è che la Commissione sta facendo di tutto per aiutare Italia e Grecia a perfezionare un sistema sbagliato, che perpetua situazioni divenute insostenibili.

«Vorrei chiedere  a chiunque parli delle ONG come di un pericolo e di un “pull factor” di fornire le prove di quello che dice, perché le ONG sono sotto attacco in maniera molto disonesta».

La realtà inventata della Commissione

Strasburgo, 12 dicembre 2016. Intervento di Barbara Spinelli, per conto del Gruppo GUE/NGL in apertura dei lavori della Sessione Plenaria.

Punto in agenda: Ordine dei lavori – Richiesta del Gruppo GUE/NGL di introdurre nell’agenda dei lavori di mercoledì 14 dicembre 2016 il seguente dibattito: “Raccomandazione della Commissione europea sull’attuazione della dichiarazione UE-Turchia e il ripristino dei trasferimenti nell’ambito del sistema di Dublino. (Dichiarazione della Commissione)“.

La richiesta del Gruppo GUE/NGL è stata approvata dall’aula a grande maggioranza, con 204 voti a favore e 149 contrari.

Chiediamo per mercoledì una dichiarazione della Commissione e un roll call vote su due stupefacenti raccomandazioni: il ripristino dei trasferimenti Dublino, e l’implementazione dell’accordo UE-Erdogan. Anche i profughi più vulnerabili vanno deportati in Turchia, e Atene è pregata di riscrivere le leggi che lo vietano.

Sono raccomandazioni disattente al diritto. I ri-trasferimenti in Grecia sono vietati fin dal 2011 dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, poi dalla Corte europea di giustizia e da Corti nazionali. Mi domando quale sia il metodo, in tanta follia. Una Commissione incapace di ricollocare i profughi, indifferente alla miseria economica imposta ad Atene, finge una potenza che non ha sradicando i diritti dell’uomo. Dice che i rifugiati in Grecia stanno oggi molto meglio. Non c’è una sola testimonianza che confermi questa realtà totalmente inventata.

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Si veda anche:

La petizione lanciata da DiEM25, e cofirmata da Barbara Spinelli, per fermare l’accordo tra Unione europea e Turchia.