Barbara Spinelli si dissocia dalla decisione dell’Ufficio di presidenza sulle spese generali dei parlamentari europei

di martedì, luglio 3, 2018 0 , Permalink

COMUNICATO STAMPA

Strasburgo, 3 luglio 2018

Ieri sera l’Ufficio di presidenza del Parlamento europeo – composto dal Presidente, dai Vice-Presidenti e dai Questori –  ha respinto le modeste proposte concernenti la gestione del fondo Spese Generali dei deputati, avanzate in precedenza da un gruppo di lavoro incaricato della questione. Le regole del Parlamento europeo prevedono che ogni mese i parlamentari ricevano la somma di € 4.416, esentasse, riservata alla sola gestione amministrativa del proprio ufficio e alla copertura di eventuali spese di rappresentanza. Sebbene siano previste linee guida molto precise sulla loro gestione, l’attuale normativa prevede che tale somma forfettaria sia assegnata al conto del deputato ed esclusivamente sottoposta al suo controllo. Il minimo che ci si possa aspettare è che un revisore dei conti esterno e indipendente verifichi tali spese e che per esse sia istituito un conto bancario separato.

Le proposte bocciate ieri erano il risultato della mediazione raggiunta all’interno del Gruppo di Lavoro per le Spese Generali, composto da un numero ristretto di membri dell’Ufficio di Presidenza. Le proposte erano molto modeste e prevedevano: la creazione di un conto bancario separato per le spese generali, l’ispezione annuale da parte di un supervisore esterno e la restituzione del denaro non speso. A mio parere si tratta di tre proposte minime e per nulla illogiche, anche se il rappresentante del mio gruppo aveva chiesto di più: un elenco esaustivo delle spese ammissibili e la pubblicazione delle spese sostenute sul sito web del Parlamento europeo. Personalmente, pubblico da anni sul mio sito internet un preciso resoconto delle mie spese e ho restituito al Parlamento europeo la somma di € 115.000, ovvero quella parte del fondo che non ho utilizzato dall’inizio del mio mandato.

La decisione adottata dall’Ufficio di Presidenza contraddice non solo il gruppo di lavoro ma una serie di risoluzioni adottate dallo stesso Parlamento europeo. Per questa ragione insisterò perché la Conferenza dei Presidenti (composta dai capi-gruppo del Parlamento) respinga le decisioni e difenda le esigenze di trasparenza sempre sbandierate e regolarmente disattese dai gruppi maggioritari. È un dovere che abbiamo verso i cittadini: non deve passare l’idea che i deputati tengano più alle proprie tasche che al prestigio dell’istituzione che rappresentano.

‘Far from viable!’ Italian politician tears into EU’s migration agreement

Darren Hunt, express.co.uk, Friday, 29 July, 2018

An Italian politician has ripped into the European Union’s migration deal after negotiations ran into the early hours of Friday morning at the European Council summit where the accord was top of the agenda.

The meeting in Brussels ran until the early hours of the morning as leaders tried to find a solution to the migrant crisis.

Italy has called for changes to the EU’s migrant policy and EU leaders eventually reached an agreement after chaotic talks on migration.

Speaking to reporters at around 4am, Angela Merkel admitted that the bloc still had “a lot of work to do to bridge the different views”.

Speaking to Sky News, the Italian MEP and member of the European United Left-Nordic Green Left, Barbara Spinelli said: “The Italian Government did a good thing vetoing the first draft of the agreement.

Barbara Spinelli said the agreement in Brussels was far from a solution for Italy “In the same sense, it was a good choice, by the Government. But the results are far from offering viable and right based solutions, even for Italy.

“For Italy, the essential point from my point of view is a new regulation of Dublin.

“On the reform of Dublin, there has been no agreement. And what is particularly disturbing from my point of view is that the European Parliament, which is the only elected body of the European Union has presented proposals that are very positive also for Italy, for the whole union.

“And these proposals and this Parliament has been completely ignored by the agreement of the member states in the European Council.”

Italy has been pushing to see EU countries share the responsibility of asylum-seekers on Italian soil.

Speaking of his pleasure at a deal on migration being reached, Italy’s new hardline Prime Minister Giuseppe Conte said: “Italy is no longer alone after this EU summit.”

French President Emmanuel Macron said a hard-fought deal reached by EU leaders on migration showed “European cooperation” had prevailed over national interests.

“After nine hours of discussions, an agreement has been found. It is European cooperation that has won the day,” Macron said as he left talks that began on Thursday evening and lasted until dawn on Friday.

He added: “Europe will have to live with migratory pressures for a long time.

“We must succeed in standing up to this challenge whilst being true to our values.”

Theresa May hailed the results of the EU negotiations after “lengthy discussions”.

She said: “It is just after 5am, we have had very lengthy discussions, but lengthy discussions on the important subject of migration.

“And we have come to positive conclusions, a lot of them around what the United Kingdom has been encouraging for some time, which is taking more action upstream in countries of origin so that we can ensure that people aren’t having to make and aren’t making these very dangerous journeys, often travelling many miles, often at the hands of the people smugglers and making the dangerous trips across the Mediterranean where we still see some people dying.”

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Lettera al presidente Antonio Tajani

di venerdì, giugno 29, 2018 0 , , , Permalink

COMUNICATO STAMPA

Alla vigilia del Consiglio europeo, il 28 giugno mattina, Barbara Spinelli e 39 eurodeputati hanno scritto al presidente Antonio Tajani: “Le Sue affermazioni sulle Ong sono potenzialmente divisive per il Parlamento europeo”

Bruxelles, 29 giugno 2018

Barbara Spinelli e altri trentanove eurodeputati appartenenti a quattro distinti gruppi politici avevano inviato una lettera ad Antonio Tajani in seguito a un’intervista pubblicata lo scorso 25 giugno dal quotidiano “Il Messaggero” in cui il Presidente del Parlamento europeo aveva rilasciato dichiarazioni a proposito delle Ong che fanno soccorso in mare.

L’intenzione non era entrare nel merito delle affermazioni, ma ricordare al Presidente il ruolo neutrale e imparziale che Egli è chiamato a esercitare, a garanzia della pluralità del Parlamento.

La lettera è più che mai attuale dopo le decisioni del Consiglio Europeo, visto che il Parlamento ancora non si è pronunciato né sulle condizioni fissate dal Consiglio per l’attività di Ricerca e Soccorso delle Ong (rispetto della legge internazionale nella misura in cui questa è “applicabile”; compiti di SAR affidati solo alle Guardie costiere libiche) né sul finanziamento europeo delle cosiddette “piattaforme di sbarco” in Paesi terzi (finanziamento contestato dal Presidente della Commissione Libertà civili, giustizia e affari interni, Claude Moraes). Il Parlamento europeo è completamente ignorato dal comunicato finale del Consiglio.

Di seguito il testo della lettera e le firme.

Gentile Presidente Tajani,

nell’intervista pubblicata il 25 giugno 2018 dal quotidiano italiano “Il Messaggero”, intitolata Tajani: Basta con queste Ong fuori dalle regole, così favoriscono il traffico del clandestini [1], Lei afferma che le ONG che operano nel Mediterraneo vanno censite e devono tutte avere a bordo un militare italiano o europeo. A suo dire, non è possibile che vadano e facciano come vogliono, raccogliendo persone e favorendo il traffico di clandestini. Vanno autorizzate o fermate. Ha continuato asserendo che prima bisogna trovare un’intesa sugli hotspot esterni, poi su dove mandare i rifugiati. Gli altri vanno rimandati nei Paesi di origine. Ma servono soldi – ha affermato – per creare campi dove possano stare sotto egida UE e ONU.

Vorremmo gentilmente ricordarLe che in seno al Parlamento europeo esistono pareri diversi riguardo alle attività di Search and rescue delle ONG, e il Presidente ha l’onore e l’onere di rappresentarli tutti.

In quanto membri del Parlamento europeo, le chiediamo – in considerazione del Suo ruolo e del Suo mandato – di evitare affermazioni potenzialmente divisive per l’istituzione che rappresenta.

Distinti saluti,

Barbara Spinelli – GUE/NGL

Bart Staes – Verdi/EFA

Stefan Eck – GUE/NGL

Eleonora Forenza – GUE/NGL

Theresa Griffin – S&D

José Bové – Verdi/EFA

Miguel Urbán Crespo – GUE/NGL

Xabier Benito Ziluaga – GUE/NGL

Marie-Christine Vergiat – GUE/NGL

Malin Björk – GUE/NGL

Curzio Maltese – GUE/NGL

Tania González Peñas – GUE/NGL

Javier Couso Permuy – GUE/NGL

Julie Ward – S&D

Maria Lidia Senra Rodríguez – GUE/NGL

Ana Miranda – Verdi/EFA

Josep-Maria Terricabras – Verdi/EFA

Luke Ming Flanagan – GUE/NGL

Pascal Durand – Verdi/EFA

Dietmar Köster – S&D

Tanja Fajon – S&D

Paloma López Bermejo – GUE/NGL

Gabriele Zimmer – GUE/NGL

Klaus Buchner – Verdi/EFA

Patrick Le Hyaric – GUE/NGL

Cornelia Ernst – GUE/NGL

Ivo Vajgl – ALDE

Margrete Auken – Verdi/EFA

Josef Weidenholzer – S&D

Merja Kyllönen – GUE/NGL

Takis Hadjigeorgiou – GUE/NGL

Lola Sánchez Caldentey – GUE/NGL

Jens Rohde – ALDE

Estefanía Torres Martínez – GUE/NGL

Eva Joly – Verdi/EFA

Rina Ronja Kari – GUE/NGL

Ernest Urtasun – Verdi/EFA

Maria Gabriela Zoană – S&D

Elly Schlein – S&D

Helmut Scholz – GUE/NGL

MEP: In the long term, migrants will be part of solution in Europe

Karolina Zbytniewska with Ninon Bulckaert

15 June 2018

EurActiv.com

More and more voices are calling for an urgent reform of the strained Dublin asylum system as migrants continue arriving across the Mediterranean and migration takes centre stage in Europe again.

In an interview with EURACTIV’s Karolina Zbytniewska, Barbara Spinelli, an Italian MEP for the Confederal Group of the European United Left – Nordic Green Left, is positive: “If we did not have the Dublin rules or if we had changed them, we wouldn’t be having what is now happening in Italian ports and in the Mediterranean.”

The refusal of Italy and Malta to take in the rescue ship Aquarius packed with migrants this week has shone a light on the flaws of European solidarity and underlined the urgent need to reform the Dublin asylum system. EURACTIV.fr reports.

Barbara Spinelli is the daughter of Altiero Spinelli, an anti-fascist politician who is considered to be one of the founding fathers of the European Union. The main building of the European Parliament in Brussels is named after him.

Spinelli denounced what she called “the lack of solidarity in the European Union”. “You cannot discuss solidarity. First, you open the ports, and then you discuss the issue.”

She referred to the decision by Italy and Malta not to receive the Aquarius ship, belonging to a French NGO and carrying 629 migrants. The boat was left stranded at sea for several days, while European countries refused to take the responsibility for it. France, which has ports in the Mediterranean, remained silent. Spain finally allowed the migrants to disembark in Valencia.

A need for European solidarity

“There has to be a new Dublin system because the last one established that Italy and Greece are the frontline countries,” said Spinelli. Indeed, a migrant arriving in Europe has to be registered in the country of arrival, where he can be sent back even after crossing the borders to go in other member states.

Border controls even within the Schengen area are thus at stake, as Spinelli pointed out, mentioning the border between France and Italy as a reaction to the French government’s criticism of the Italian behaviour.

“What the French government does at the border with Italy, sending back people who came to France is equally cynical.” Migrants in the Alps who try to cross the border to enter the French territory are indeed blocked by far-right groups, with the police turning a blind eye to those methods.

Italy forged ahead with plans to send hundreds of migrants to Spain in a small naval convoy on Tuesday (12 June) after shutting its own ports to them, sparking a war of words with France that exposed EU tensions over immigration.

“What is tragic in the EU today is the fact that the European Council is not able to reach an agreement on this reform, whereas the European Parliament already made a proposal,” said Spinelli.

Following a string of far-right political successes barely a year before the next European elections, regional and local representatives have called on the EU to urgently act on migration, an issue that has quickly come back to the top of the political agenda.

Like many MEPs, she hopes that EU leaders will manage to find an agreement on reforming the Dublin system in the upcoming 28-29 June European Council meeting, where migration will be the top issue.

Migrants widely seen as a threat

But according to Spinelli, the Dublin regulation is not the only obstacle to migrants’ integration. European citizens are also worried about their social and economic positions and their purchasing power. The arrival of migrants is widely seen as a threat to jobs and national identity. Spinelli sees it differently.

“I invite you to take a long-term view on migration because resentment is part of a short-term vision. Europe is an ageing continent and we need young people. The arrival of people could help the economy. In the future, migrants will be part of the solution, not part of the problem. They will also pay taxes and contribute to the payment of pensions.”

Spinelli finally insisted on the necessity to see the broader picture concerning migration. “We are not confronted with a mass invasion. Many people in the world displace themselves, substantially so in Africa or in Asia. The part coming to Europe is approximately 0.2% of the EU population.”

The European Parliament debated the priorities for Europe on Tuesday, ahead of a crucial EU summit due on 28-29 June. Among those priorities, the reform of the Dublin regulation seems the most pressing and MEPs urged EU leaders to find an agreement on the asylum system.

 

Salvati e sommersi in Mediterraneo

Intervento (interrotto dalla presidenza) di Barbara Spinelli in apertura delle votazione nel corso della sessione plenaria del Parlamento europeo:

«Una mozione d’ordine su una questione di vita o di morte. Abbiamo avuto notizia che la nave militare USA Trenton ha salvato 41 persone da un naufragio presso la Libia, chiedendone il trasbordo su SeaWatch3, l’unica nave che fa salvataggi in Mediterraneo. Operazione impossibile perché SeaWatch3 deve poter sbarcare in un porto sicuro, ma il centro di coordinamento italiano, contattato tre volte da SeaWatch3 e Trenton, lo ha negato non avendo coordinato il salvataggio.

Chiaro che urgono redistribuzioni delle responsabilità in Europa (Malta inclusa). Ma sono questioni da risolvere a terra e non in mare dove invece prevale l’imperativo umanitario immediato.

Non denuncio ma chiedo a tutta l’Unione atti concreti, ORA. E per l’Aquarius, che si apra un porto in Sardegna, le condizioni di navigazione sono estreme».

 

Apprendiamo dall’IOM che la nave Trenton si trova di fronte al porto siciliano di Augusta con i 41 sopravvissuti a bordo, tra cui una donna incinta. Tutti hanno urgente bisogno di assistenza. Chiediamo che venga consentito immediatamente l’attracco della nave e che vengano chiarite le modalità del soccorso.

Il sonno della solidarietà genera mostri

di mercoledì, giugno 13, 2018 0 , , , , Permalink

Comunicato stampa

Strasburgo, 13 giugno 2018. Barbara Spinelli (GUE/NGL) è intervenuta nel corso della sessione plenaria del Parlamento europeo dedicata a “Emergenze umanitarie nel Mediterraneo e solidarietà all’interno dell’Unione europea, Dichiarazioni del Consiglio e della Commissione”.

Presenti al dibattito:

  • Monika Panayotova – Vice Ministro incaricato della presidenza bulgara del Consiglio dell’UE nel 2018
  • Dimitris Avramopoulos – Commissario europeo per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza

Di seguito l’intervento:

«Dal 2012 l’Italia è stata condannata tre volte dalla Corte di Strasburgo, per respingimenti collettivi attuati da governi pro-establishment. Ricordiamocelo, evocando l’iniqua chiusura dei suoi porti alla nave Aquarius.

In Italia si discute sulle colpe di Malta. È comprensibile, ma Malta non aderisce purtroppo alle riforme delle convenzioni SAR e Solas relative ai salvataggi in mare, e considera di non avere gli obblighi di firmatari come l’Italia. Ancora: Macron accusa Roma di cinismo, ma cinicamente chiude i confini con l’Italia.

Teniamo conto di queste cose, nel criticare il governo Conte. Soprattutto, teniamo conto della paralisi negoziale su Dublino IV: il sonno della solidarietà genera mostri quasi ovunque nell’Unione.

Per questo appoggio la proposta di Verhofstadt: un ricorso del Parlamento ai sensi dell’articolo 265, per inazione del Consiglio (failure to act). Per questo approvo il no del governo italiano alle ultime proposte della presidenza bulgara sulla riforma di Dublino».

La Polonia e l’articolo 7

di mercoledì, giugno 13, 2018 0 , , Permalink

Comunicato stampa

Strasburgo, 13 giugno 2018. Barbara Spinelli (GUE/NGL) è intervenuta nel corso della sessione plenaria del Parlamento europeo dedicata a “Indipendenza del potere giudiziario in Polonia. Dichiarazioni del Consiglio e della Commissione”

Di seguito l’intervento:

«Nel marzo scorso il Parlamento ha approvato la decisione della Commissione di attivare l’articolo sette-uno. Circolano ora voci insistenti secondo cui una parte della Commissione, attenta a inquietudini che si manifestano nel Consiglio, sarebbe pronta a sospendere ogni decisione a riguardo. Le stesse voci adombrano l’ipotesi di un passaggio del Pis al PPE: un mossa che garantirebbe a Varsavia l’ombrello di cui gode l’Ungheria.

Al vicepresidente Timmermans, che ringrazio per la sua costanza, domanderei un chiarimento in merito alle reali intenzioni della Commissione e alle scadenze che ha in mente di qui alla fine della legislatura.

Il rischio, in caso di congelamento, è che l’Unione appaia disarmata di fronte a possibili degenerazioni della rule of law al suo interno. In tal caso, meglio non attivare affatto l’articolo sette, piuttosto che ammettere così apertamente la nostra incapacità di agire».

Il blocco delle navi è frutto velenoso del blocco negoziale sulla riforma di Dublino

di martedì, giugno 12, 2018 0 , , , , Permalink

Comunicato stampa

Strasburgo, 12 giugno 2018

Barbara Spinelli (GUE/NGL) è intervenuta nel corso della sessione plenaria del Parlamento europeo dedicata a “Dichiarazioni del Consiglio e della Commissione – Preparazione del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno 2018”.

Di seguito l’intervento:

“Premetto che concordo con Vincent Cochetel, Inviato dell’Onu: la solidarietà europea non va discussa mentre arriva una nave di migranti sofferenti. La priorità è dar loro subito il porto più sicuro. Non farlo è illegale.

Al tempo stesso, dobbiamo riconoscere che l’Italia resta il Paese che per primo registra gli arrivi e ne è responsabile, e che nessuna riforma di questa regola iniqua è in vista.

Il blocco delle navi è frutto velenoso del blocco negoziale su Dublino IV, e usa i migranti come ostaggi. Se il Consiglio europeo cercherà l’unanimità su Dublino, come chiede Angela Merkel, sbatterà contro un muro e confermerà che c’è del marcio nell’Unione.

Al mio governo vorrei dire: fate vostra la riforma del Parlamento, ha difetti, vero, ma è la più avanzata possibile. Gran parte del Consiglio vuole ucciderla. Guardatevi da alleati come Orbán: non accetterà redistribuzioni automatiche di quote. Non è amico del governo italiano”.

I mercati non possono stare al di sopra della Costituzione

di mercoledì, maggio 30, 2018 0 , , , , Permalink

Intervista di Stefano Feltri a Barbara Spinelli, «Il Fatto Quotidiano», 30 maggio 2018

Barbara Spinelli, il Quirinale ha bloccato la nomina di Paolo Savona al Tesoro per timore delle reazioni dei mercati, che sono crollati comunque. Quanto devono contare i mercati nelle decisioni della politica?

Sicuramente contano ma non devono essere in competizione con le elezioni. Nel ’98, l’ex governatore della Bundesbank Hans Tietmeyer disse che ormai le democrazie si fondano su due plebisciti egualmente legittimi: quello popolare e quello permanente dei mercati internazionali. È una visione nefasta. I mercati non possono esser messi sullo stesso piano dell’articolo 1 della Costituzione, secondo cui la sovranità appartiene al popolo.

Il commissario Ue Oettinger ha detto: “I mercati insegneranno agli italiani a non votare per i populisti alle prossime elezioni”. Le prossime elezioni saranno lo scontro finale tra sovranisti e anti-sovranisti?

Non esistono scontri finali nella storia. Lo scontro in questione è d’altronde basato su una fake news: l’uscita dall’euro non era nel programma M5S-Lega. Né in quello di Savona.

L’uscita dall’euro era però in una bozza del contratto di governo.

Lega e Cinque Stelle l’hanno poi ritirata. Il Quirinale lo ha ignorato: mi sembra tra l’altro che abbia opposto il suo veto non al programma, ma a Savona. Detto questo, non ritengo di per sé uno scandalo che si possa parlare di uscita dall’euro. Da anni scenari simili sono allo studio, viste le grandi e irrisolte difficoltà dell’eurozona: sono contemplati, sia pur segretamente, non solo da Savona ma dalla Banca d’Italia, dalla Banca centrale, da massimi economisti tedeschi.

Come viene vista la situazione a Bruxelles: pericolo scampato o grande incertezza?

L’establishment comunitario ha pesato su Mattarella, con pressioni di vario genere. La preoccupazione resta, anche se l’Italia è oggi commissariata più esplicitamente ancora che negli ultimi anni: oggi tramite Cottarelli e Fmi, domani forse tramite Draghi. Ma le elezioni non sono abolite. Inoltre resta un grande “non-detto” nell’establishment europeo.

Cioè?

Cosa significa uscire dall’euro: implica anche uscire dall’Ue? Il non-detto può trasformarsi in pressioni aggiuntive. Personalmente non credo che le due cose si equivalgano. I pareri legali sono divisi su questo.

Tra gli elettori crescerà la voglia di cambiamento o prevarrà il timore dell’incertezza?

Le forti pressioni su Tsipras non impedirono ai greci, nel 2015, di votare contro il memorandum della Troika. La paura può produrre spinte alla ribellione. Anche in Germania l’euro-scetticismo è aumentato: si continua a parlare di un’eurozona ristretta. Trovo molto grave che ci sia stato un veto a Savona per le sue critiche all’unione monetaria: significa non riconoscere le conseguenze gravissime delle disfunzioni dell’eurozona, già segnalate agli esordi da Paolo Baffi. Le disuguaglianze sociali e geografiche che ha prodotto generano il rigetto presente. L’architettura e i parametri dell’eurozona vanno dunque cambiati. E i cambiamenti vanno negoziati in maniera efficace. Savona era il più adatto a questo compito. Non l’hanno voluto per questo.

Perché chi considera l’euro e l’Ue intoccabili non riesce ad argomentare le proprie posizioni con la stessa efficacia dei critici?

Le posizioni dei difensori dell’euro sono spesso ideologiche, del tutto allergiche alla dialettica. Le tesi si rafforzano attraverso il confronto con le obiezioni. Se Savona dice che lo statuto della Bce deve considerare prioritari non solo la stabilità dei prezzi ma anche l’occupazione e l’aumento della domanda, perché viene considerato eretico? Si parla di eresia quando c’è un’ortodossia religiosa. Il caso greco avrebbe dovuto far capire che esiste ormai una tragica sconnessione tra le sovranità popolari e la delega a poteri europei neoliberisti.

Il tema della sovranità popolare è però lasciato dai liberal a personaggi come Steve Bannon, che è a Roma in questi giorni.

Sono d’accordo. Ma chi ha consegnato il tema della sovranità popolare alle destre estreme? Le forze di sinistra classiche. Mattarella ha messo il veto sulla scelta di Savona, ma non aveva niente da dire sul capitolo migranti del programma? O su quello della sicurezza interna?

Qual è stato l’errore della sinistra?

Da decenni, la sinistra ha smesso di occuparsi dei diritti sociali ed economici concentrandosi su quelli civili. Questi ultimi sono indispensabili, ma se si rinuncia a quelli sociali ed economici finiremo col perdere anche quelli civili. Come si vede in Polonia, dove il governo approva misure di Welfare ma smantella diritti civili. Se la sinistra rinuncia, saranno le estreme destre a presidiare la questione sociale.

L’idea di un “fronte repubblicano” guidato da Gentiloni a difesa di istituzioni e Ue è incoraggiante?

No comment sulla sinistra di Gentiloni o Renzi. Su alcune politiche – penso a quelle di Minniti sui rimpatri in Libia– non vedo differenze dal programma della Lega. Gentiloni si è congedato dicendo: ‘La stanza dei bottoni non me l’hanno mai mostrata’. Quindi chi comandava? Non andare fuori strada significa lasciare che nella stanza dei bottoni comandi il ‘plebiscito permanente dei mercati’? E cosa significa l’articolo 11 della Costituzione, quando si delegano sovranità a ordinamenti internazionali il cui scopo non è più ‘la pace e la giustizia fra le Nazioni’?

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